Sí al fisioterapista di comunità, no ad altre ipotesi

Sul disegno di legge incentrato sul “Fisioterapista di famiglia” e presentato alla Camera dalla deputata di Fratelli d’Italia Maria Teresa Bellucci, è intervenuto Fabio Bracciantini (Presidente della Commissione d’Albo dei Fisioterapisti di Firenze e referente AIFI per le Politiche sul Sistema Sanitario Nazionale) con un'intervista su Sanitàinformazione.it.

Bracciantini, interpellato dalla testata, ha sottolineato che “su questa proposta abbiamo parecchi dubbi”. Come AIFI, precisa Bracciantini, “per primi abbiamo promosso e sostenuto la figura del Fisioterapista di comunità nell’ambito della Sanità d’Iniziativa. Ci fa piacere che altri abbiano voluto seguirci, riteniamo però che questo DdL, pur richiamando concetti condivisibili su ruolo e funzioni del Fisioterapista nella sanità territoriale, proponga una soluzione, il Fisioterapista di famiglia convenzionato, che allontana dalla effettiva costruzione del team territoriale multiprofessionale”.

Si ricorda che il Ddl-Bellucci, assegnato in sede referente alla Commissione Affari Sociali, punta a modificare il decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 attraverso il riconoscimento della figura professionale del fisioterapista di famiglia e di assistenza fisioterapica domiciliare. E’ una visione non condivisibile: per Bracciantini occorre puntare sul Fisioterapista di Comunità, cioè “su quel professionista che opera all’interno della Case della Salute o nei Presidi Territoriali di Riabilitazione, perfettamente integrato nel team multiprofessionale insieme al Medico di Medicina Generale e a altri professionisti. Egli rappresenta ‘una chiave di lettura dei bisogni‘ all’interno e al servizio delle Reti Territoriali e non un intervento a sé stante che valuta e agisce isolatamente sui bisogni del paziente”.

L’intervista a Fabio Bracciantini, proposta con il titolo “Fisioterapista di famiglia, Bracciantini (AIFI): Serve quello di Comunità, no al rapporto in convenzione”, è liberamente leggibile online.