Nel respingere il ricorso in appello di AIFI, il Consiglio di Stato si ripete nel definire il massofisioterapista un “operatore di interesse sanitario” senza alcuna autonomia e ad un livello più basso di quello delle arti ausiliarie delle professioni sanitarie.
Nel descriverne le fonti normative la sentenza cita la L. 403/71 ma anche il D.M. 7.9.1976, quest’ultimo abrogato il 13 dicembre 2010 (poco dopo la presentazione del ricorso) e usato come elenco delle mansioni del mft.
Di fronte alla serietà di AIFI, UIC e FNCM che insieme hanno formalmente richiesto chiarezza nell’abrogare definitivamente la L. 403/71, ancora una volta l’inerzia della politica lascia “in vita” la formazione privata ed a pagamento di una figura dalla dubbia classificazione.
In allegato la sentenza