“La schiena va a scuola” in epoca Covid?

Quando si parla di schiena, di bambini e ragazzi, di dolore, di scuola, di sedentarietà, le parole chiave a cui ci riferiamo sono POSTURA, MOVIMENTO, ZAINETTO.
02/11/2020
Siamo tutti a conoscenza delle problematiche che sono insorte a causa dell’emergenza Covid, situazione che potrebbe, e sta già delineandosi, riproporsi nei mesi a venire.
Cosa dire e consigliare a bambini, ragazzi, genitori ed insegnanti che stanno convivendo tutti i giorni con una quotidianità che ha cambiato le loro abitudini?
Il primo diverso approccio è stato quello scolastico: mascherina, banco singolo, staticità in classe, intervallo al proprio posto. L’attività scolastica deve essere gestita in modo diverso. Inevitabile non ritornare alle nostre parole chiave: postura, movimento, zainetto.

POSTURA e MOVIMENTO

Esiste una postura ideale? Forse no, non c’è postura senza movimento e non c’è movimento senza postura. Però esistono posture e movimenti corretti, che aiutano a non sovraccaricare le strutture che compongono la colonna vertebrale. Il dolore è il sintomo maggiormente evidenziato tra i ragazzi durante e dopo il lock-down, motivo principale la sedentarietà data anche dall’impossibilità di svolgere un’ attività sportiva e, forse, la cattiva postura nel maggiore utilizzo di video-giochi, tablet, cellulari e, perché no, anche nella posizione che veniva assunta durante la didattica a distanza.
Anche se l’attività fisica è stata concessa e ripresa, le regole da mantenere nelle aule scolastiche non aiutano ad evitare l’insorgenza di dolori muscolo-scheletrici. In molte regioni, negli anni scorsi, è stato proposto il progetto di A.I.FI. “La schiena va a scuola” che “dà consigli” già molto importanti per postura e movimento ma che, a seguito delle nuove disposizioni, sarebbe bene fossero modificati integrando nuovi accorgimenti adeguati al rispetto delle nuove regole di comportamento sociale.
Oltre ai ragazzi, anche gli insegnanti sentono la necessità di muoversi, sia sulla sedia, sia alzandosi.
E’ importante che insegnanti e ragazzi si muovano insieme: gli insegnanti, osservando come stanno seduti gli alunni, ricordino la postura corretta praticandola loro stessi, per esempio proponendo movimenti di testa, collo, braccia, gambe da eseguire insieme e dando spazio anche alla fantasia e/o ai ricordi della propria attività motoria.
A tal proposito sarebbe opportuno coinvolgere l’insegnante di educazione fisica a supportare gli insegnanti. Per supplire al bisogno di movimento in sicurezza si potrebbe sfruttare il cambio dell’ora dando a turno (in modo da non creare confusione e assembramenti) la possibilità di alzarsi, fare un giro intorno al banco e inserendo qualche esercizio di flessione e di allungamento.
La frequente difficoltà ad avere banchi e sedie idonei all’altezza degli alunni, comporta la necessità, di adattarsi agli arredi che si hanno a disposizione.

ZAINETTO

Siamo consapevoli che l’insorgenza delle patologie della colonna non dipende dallo zainetto ma che la sua criticità, il dolore alla schiena, è causato dal suo peso eccessivo.
A fronte di questo spesso i care-givers si sostituiscono ai bambini/ragazzi nel portarlo, invece di aiutarli ad adottare le modalità più idonee per indossarlo. Abituare i bambini fin dalle elementari ad essere autonomi nel trasportare lo zainetto è anche un modo per educarli a gestirlo nel tempo.
E’ diminuito l’utilizzo dei mezzi pubblici, più spesso i ragazzi vengono accompagnati a scuola, in alcuni comuni si sta proponendo o riproponendo il PEDIBUS, che a fronte di questa situazione, è senz’altro una modalità di movimento da promuovere.
E noi Fisioterapisti? Come ci poniamo di fronte a questo scenario scolastico per essere di supporto ad insegnanti e alunni? Pensare un video nel quale i fisioterapisti ripropongano i contenuti del progetto “La schiena va a scuola” completato dalle indicazioni che l’attuale situazione impone potrebbe essere uno spunto da proporre alle scuole.
Ora, la scuola è in grado di recepire queste informazioni? O questa emergenza rende difficile concentrarsi su queste problematiche? Invitiamo i colleghi ad organizzarsi per essere propositivi nei confronti delle scuole, chiedendo di condividere l’esperienza fatta e/o pensando un progetto comune.
E oltre alla popolazione dei bambini “sani” dovremmo essere attenti e di supporto a tutte quelle situazioni in cui la scarsa attività motoria, dovuta proprio allo stop primaverile e quello attuale, sta creando secondarismi in tutte quelle situazioni dove esiste una predisposizione ad incorrere in patologie gravi, come l’obesità, o in quelle già esistenti come l’artrite reumatoide infantile e tutte le malattie neuromuscolari, etc. Patologie dove sappiamo bene, anche da studi scientifici, quanto l’attività motoria gioca un ruolo importante nel mantenimento e nel miglioramento della qualità di salute e benessere generale.

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IL GIS FT Pediatrica

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