Giornata Mondiale della Fisioterapia 2026: AIFI al Ministero della Salute tra ricerca, prevenzione e riabilitazione

Ricerca, Linee Guida, riabilitazione precoce, prevenzione e partecipazione: sono alcuni dei temi portati da AIFI alla tavola rotonda ospitata al Ministero della Salute in occasione del World PT Day 2026, dedicato quest’anno alle malattie cardiovascolari e all’ictus.

In occasione della Giornata Mondiale della Fisioterapia 2026, FNOFI, con la collaborazione di AIFI, ha riunito presso il Ministero della Salute istituzioni, professionisti, comunità scientifica e associazioni delle persone assistite per approfondire il ruolo della fisioterapia nella prevenzione, nella gestione e nella riabilitazione delle malattie cardiovascolari e dell’ictus.

La tavola rotonda, moderata da Francesco Giorgino e Vittoria Ligorio, ha visto il confronto tra rappresentanti delle istituzioni, della professione, della comunità scientifica e delle associazioni dei pazienti, tra cui Andrea Turolla, Presidente nazionale AIFI, Elisa Gervasoni, Presidente del GIS AIFI Fisioterapia Neurologica e Neuroscienze, Piero Ferrante, Orazio Schillaci, Marcello Gemmato, Alessandra Locatelli, Marta Schifone, Federico Riboldi, Francesco Rocca, Mariella Mainolfi, Giovanni Migliore, Francesco Paolo Esposito, Luca Francini, Angelo Giovanni Mazzali, Annamaria Servadio, Andrea Vianello e Danilo Toni.

Andrea Turolla: dalle Linee Guida alla pratica, il ruolo della Società Scientifica

Nel suo intervento Andrea Turolla ha ricostruito il percorso che collega produzione scientifica, Linee Guida e pratica clinica. Il Sistema Nazionale Linee Guida rappresenta oggi un riferimento essenziale, con standard metodologici sempre più allineati a quelli internazionali e con la necessità di adattare le evidenze prodotte a livello globale al contesto organizzativo e assistenziale italiano.

Turolla ha sottolineato come la fisioterapia italiana non sia soltanto destinataria delle evidenze, ma partecipi anche alla loro produzione attraverso reti scientifiche e gruppi specialistici internazionali. Nell’ictus, tempestività, specificità dell’intervento, intensità riabilitativa e competenze multiprofessionali incidono direttamente sugli esiti e richiedono modelli organizzativi coerenti.

Un passaggio centrale ha riguardato proprio l’intensità della riabilitazione. Il modello italiano offre in molti contesti livelli di trattamento che rappresentano una peculiarità nel confronto internazionale e che la ricerca sta cercando di documentare sempre meglio in termini di efficacia. Per AIFI questo patrimonio va studiato, valorizzato e discusso con le istituzioni.

Resta però una criticità: il tempo che separa la produzione delle conoscenze dalla loro applicazione nella pratica è ancora troppo lungo. Per ridurre questo divario servono formazione di base e avanzata, riconoscimento delle competenze specialistiche, materiali capaci di facilitare la trasferibilità delle evidenze e una collaborazione più stretta tra istituzioni, società scientifiche, università e stakeholder.

Turolla ha inoltre richiamato il problema dell’eterogeneità dei percorsi sul territorio: la qualità delle cure non può dipendere dalla distanza dai grandi centri. Omogeneità delle reti, accesso tempestivo, equo e continuativo e valorizzazione delle competenze specialistiche sono elementi decisivi per portare le evidenze dentro i servizi.

Elisa Gervasoni: precocità, personalizzazione, prevenzione e qualità di vita

Elisa Gervasoni ha portato il messaggio clinico del World PT Day 2026 dentro il percorso concreto della persona colpita da ictus. La fisioterapia, ha ricordato, è una componente fondamentale del recupero e accompagna la persona dalla fase ospedaliera alla continuità territoriale e al lungo termine.

L’obiettivo non è semplicemente migliorare un punteggio in una scala clinica. Riabilitare significa recuperare funzionalità fisica, mobilità, equilibrio, cammino e uso dell’arto superiore, ma soprattutto trasformare questi risultati in autonomia: tornare ad alzarsi da una sedia, camminare, usare le mani, vestirsi e riprendere le attività della vita quotidiana.

Tre le domande cliniche poste al centro dell’intervento: quando iniziare la fisioterapia, con quale dose e intensità e con quali obiettivi. Da qui due parole chiave: precocità e personalizzazione. Quando la stabilità clinica lo consente, la riabilitazione dopo ictus deve iniziare precocemente e inserirsi in un piano individualizzato, all’interno di un team multiprofessionale.

Persone con la stessa diagnosi possono presentare difficoltà e priorità molto diverse. Per qualcuno l’obiettivo principale può essere il recupero del cammino, per altri l’uso dell’arto superiore o altre attività essenziali. Per questo intensità, obiettivi e modalità dell’intervento devono essere costruiti sulla persona e sulle sue capacità.

Gervasoni ha poi allargato lo sguardo dal recupero alla prevenzione. Ridurre la sedentarietà, mantenere livelli adeguati di attività fisica e inserire esercizi regolari per forza, equilibrio e mobilità significa lavorare non solo sulla riabilitazione, ma anche sulla prevenzione delle recidive e sulla salute lungo tutto l’arco della vita.

«Inizia presto. Rimani attivo. Continua a muoverti per tutta la vita.» È il messaggio della campagna di World Physiotherapy che sintetizza questa continuità tra recupero, partecipazione e prevenzione. 

Nel confronto finale, Gervasoni ha richiamato anche la necessità di mettere sempre la persona al centro, ricordando il principio espresso da Don Carlo Gnocchi: «Non esistono le malattie, ma i malati». Da fisioterapista, l’invito è a promuovere il movimento mantenendo sempre l’attenzione sui bisogni individuali.

Ha infine ricordato il ruolo del GIS AIFI Fisioterapia Neurologica e Neuroscienze: condividere conoscenze basate sulle evidenze, contribuire a colmare il divario tra ricerca e pratica, promuovere formazione scientificamente fondata, mantenere un collegamento con università e accademia e costruire rete con le associazioni dei pazienti.

In queste attività si inserisce anche la traduzione italiana dei materiali ufficiali del World PT Day 2026, realizzata da AIFI con il contributo del GIS, per favorire la diffusione dei contenuti tra professionisti e cittadini. 

Il confronto con istituzioni, professione e associazioni

Nel corso della tavola rotonda, Piero Ferrante, presidente FNOFI, ha richiamato il ruolo della fisioterapia lungo tutto il percorso di salute, dalla prevenzione alla riabilitazione, sottolineando il valore dell’integrazione multiprofessionale. Marcello Gemmato, sottosegretario di Stato al Ministero della Salute, ha evidenziato il contributo della riabilitazione e del fisioterapista alla qualità dell’assistenza e alla sostenibilità del Servizio sanitario nazionale. Il confronto ha inoltre ribadito la necessità di percorsi integrati e continuativi per le persone colpite da ictus, con attenzione alla tempestività della presa in carico, alla qualità della riabilitazione e al recupero dell’autonomia. In questo quadro si sono inseriti anche gli interventi di Andrea Vianello, presidente di A.L.I.Ce. Italia ODV, che ha portato la prospettiva delle persone assistite definendo i fisioterapisti «la mano amica», e di Danilo Toni, direttore dell’Unità di Trattamento Neurovascolare del Policlinico Umberto I di Roma, che ha portato il punto di vista neurologico e clinico-scientifico, richiamando l’importanza di percorsi strutturati dalla fase acuta alla riabilitazione e alla continuità assistenziale.

Dalla conoscenza alla salute delle persone

La Giornata Mondiale della Fisioterapia ha mostrato con chiarezza cosa significa, per AIFI, essere una Società Scientifica: produrre e interpretare evidenze, contribuire alle Linee Guida, trasferire conoscenze nella pratica, valorizzare le competenze specialistiche e costruire un dialogo continuo con professionisti, istituzioni e persone assistite.

La sfida, ora, è fare in modo che tutto questo non resti sulla carta. La conoscenza acquista valore quando diventa pratica, quando raggiunge i servizi e quando si traduce in percorsi più tempestivi, appropriati, equi e realmente centrati sulla persona.

 

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