Ci sono alcune regole fondamentali che presiedono al diritto-dovere dell'informazione. Tra queste, forse la più cogente, c'è quella relativa al riscontro delle "fonti" ed alla verifica preliminare sulla congruità della notizia.

Per quanto riguarda, nel complesso, l'informazione televisiva, ci pare, invece, di poter dire, senza remore, che siamo alla debacle.

Infatti, quello che interessa al mezzo televisivo, privato o pubblico che sia non fa differenza, è fare spettacolo e stupire il telespettatore. E questo anche quando vengono trattati temi delicati e "difficili" come quelli relativi alla "salute" che, nel contesto dei valori della comunità da garantire e difendere, dovrebbero stare al vertice degli interessi del cittadino e, quindi, di chi ha il compito d'informarlo.

Ci è capitato più volte, nel campo della Riabilitazione, di constatare fatti di questo genere. Fatti che, non ostante avessimo puntualmente inoltrato proteste, verbali e scritte, hanno continuato a verificarsi…

Di più, una volta, inusitatamente invitati (rara avis) ad un'importante trasmissione domenicale della prima rete, avendo udito un illustre cattedratico, Fisiatra, parlare a sproposito di una specifica pratica riabilitativa, ci siamo permessi, a fine trasmissione, tra le quinte, di informarne pacatamente la conduttrice del programma.

Ebbene, questa nostra "licenza", testimone incontrovertibile di serietà professionale, ha determinato, prima, un acceso battibecco tra conduttrice e responsabile della trasmissione e, poi, il "preannuncio" di un vero e proprio ostracismo verso la categoria dei Fisioterapisti.

Non a caso, infatti, da oltre due anni, mentre ci capita, sui diversi canali, di vedere spesso, intervistati o ripresi nell'esercizio delle loro funzioni (talvolta addirittura nell'atto di compierne di abusive), operatori sanitari, massaggiatori, diplomati Isef, laureati in Scienze Motorie, Massofisioterapisti etc., mai, a parte qualche intervista radiofonica, i "facitori" di trasmissioni televisive hanno speso qualche minuto del loro tempo "prezioso" per documentare il difficile ed importante "lavoro" del "Terapista della Riabilitazione" o per ascoltare la sua opinione su fenomeni, quali, ad esempio, i cosiddetti "massaggi da spiaggia".

In verità, la questione è assai seria, più seria di quanto potrebbe sembrare.

Coinvolge, infatti, il complesso dei rapporti con la classe medica, soprattutto adesso che i Fisioterapisti, non ostante le "resistenze" dei cattedratici del mondo accademico, che immancabilmente si ergono a difesa dei privilegi consolidati dei Fisiatri, hanno ottenuto, dopo un'ampia autonomia funzionale, sia la Laurea breve che quella specialistica.

Nella indefessa battaglia contro l'abusivismo, praticato senza riserve dalle più diverse categorie di operatori senza arte né parte, molto spesso ci capita di constatare che è il Medico che "suggerisce" al paziente abbisognevole di cure fisioterapiche, l'indirizzo di chi esercita abusivamente la professione di "riabilitatore".

Non va mai dimenticato che, Flora Virgillito, Fondatrice dell' A.N.V.A.R., ovvero Associazione Nazionale Vittime dell'Abusivismo in Riabilitazione (unico esempio nel contesto delle nazioni ad economia avanzata), dopo un "colpo di frusta", conseguente alla caduta da uno sgabello, fu "affidata", proprio dal Medico ospedaliero, alle mani di un "praticone" radiologo. Gli esiti di tale incauta azione, sono sotto gli occhi di tutti: Flora Virgillito, talvolta costretta addirittura in "carrozzina", da anni passa da un'operazione all'altra senza aver ancora trovato soluzione ad una patologia gravemente invalidante che tende progressivamente ad immobilizzarla.

In questi giorni c'è capitato, ancora una volta, di toccare con mano, tramite il primo canale della TV di Stato, il fenomeno dell'abusivismo, perseguito attraverso comportamenti, quanto meno impropri, della classe medica, troppo spesso attiva nell'alimentarlo e, quindi, nel diffonderlo.

Alle ore 07,45 di Venerdì 25 Luglio, nel corso della trasmissione televisiva UNO MATTINA (Rubrica: "Uno Mi Aiuta"), è stata presentata, quale ospite, un'Estetista, titolare di un Centro di Bellezza, che nel contesto di un'ampia illustrazione dei "prodotti" in grado di fornire alle clienti, in perenne ricerca della miglior forma estetica, mostrava come deve essere effettuato un massaggio "linfodrenante" agli arti inferiori.

Nel far questo, però, la "titolare" del Centro, per altro perfettamente legittimata a "linfodrenare" per motivi estetici, forse per accreditare più autorevolmente la sua "arte", teneva pure a precisare che molte "pazienti", previo contatto telefonico, le vengono mandate da Medici che, effettuati interventi chirurgici preliminari, prenotano trattamenti atti a ripristinare il normale circolo ematico e linfatico.

Nella fattispecie, ancorché chi cura e gestisce la trasmissione, in disdoro di ogni regola d'informazione, poco si preoccupi di vigilare, ed è cosa gravissima, che non venga dato spazio alla esposizione di atti abusivi in campo sanitario, attraverso la trasmissione televisiva, si evince, senza equivoci: 1° che l'estetista in questione (come tante altre di cui pure veniamo, via via, a conoscenza) esercita abusivamente attività sanitarie che, in quanto tali, debbono essere effettuate da chi ne ha potestà e competenza, ovvero dal Fisioterapista; 2° che l'esercizio abusivo della professione sanitaria è penalmente perseguibile; 3° che molti Medici, ci si consenta l'ironia, hanno l'abitudine di promuovere d'ufficio al rango di operatori sanitari soggetti cui non compete affatto esercitare la professione sanitaria; 4° che moltissime persone, sprovvedute su come vanno le "cose" in questo Paese, affidando la loro salute a Medici disinvolti, finiscono poi nelle mani di operatori sanitari impropri, per non dir peggio, che a volte procurano loro seri danni.

E pensare che, di fronte a questa "soglia" di grave rischio per la salute dei cittadini, c'è ancora chi tergiversa, per non dire avversa (in primo luogo la classe medica), sull'istituzione dell'Ordine dei Fisioterapisti, unico "strumento" attraverso cui l'ignaro cittadino è in grado di sapere se gli esiti della sua riabilitazione sono affidati a mani competenti e capaci ovvero a quelle di qualche sprovveduto improvvisatore o sciamano di terza categoria.

Sarebbe il caso che le autorità sanitarie preposte alla pubblica salute stessero più attente a quello che, attraverso gli schermi televisivi, viene disinvoltamente ammannito a milioni e milioni di spettatori inconsapevoli, pronti a prendere per "oro colato" tutto ciò che esce dal tubo catodico.

Giuseppe Cultrera