Il Dott. Daniele De Patre referente della regione Abruzzo del GIS Neuroscienze AIFI ha recentemente pubblicato un articolo scientifico sulla rivista americana Journal of Neurologic Physical Therapy in cui presenta il caso clinico di una paziente con diagnosi di Cecità Corticale e Tetraplegia da ipossia cerebrale dovuta ad arresto cardiaco.
La paziente dopo aver seguito per 19 mesi un percorso di riabilitazione di tipo tradizionale non mostrava più miglioramenti visivi e motori ed era dipendente nelle azioni della vita quotidiana.
Una nuova interpretazione della patologia ed un nuovo percorso di recupero di tipo neurocognitivo hanno permesso un ulteriore ed importante miglioramento della funzione visiva e motoria, tale da rendere la persona autonoma nelle azioni della vita quotidiana e capace di vedere oggetti, ambienti e persone che in precedenza non era in grado di vedere.

Background e scopo: il recupero spontaneo della vista dopo cecità corticale è raro. Sebbene la riabilitazione possa migliorare le capacità visive, nessuna terapia visiva viene universalmente adottata, poiché i risultati clinici sono variabili e raramente si traducono in miglioramenti nelle attività della vita quotidiana (ADL). E’ stato proposto un nuovo percorso riabilitativo per la cecità corticale attraverso “esercizi terapeutici conoscitivi”.

Descrizione del caso: il caso clinico descritto si riferisce ad una donna di 48 anni con cecità corticale e tetraplegia dovuta ad arresto cardiaco. La donna dopo 19 mesi di riabilitazione visiva e motoria di tipo tradizionale, era dipendente nelle ADL ed in grado di riconoscere con difficoltà solo le forme e i colori degli oggetti. Le immagini della tomografia computerizzata dopo l’evento lesivo mostravano infarti acuti in entrambe le cortecce occipitali.

Intervento: dopo il trattamento visivo e motorio di tipo tradizionale, alla donna sono stati proposti 8 mesi di riabilitazione intensiva con “esercizi terapeutici conoscitivi” consistenti in esercizi di discriminazione visiva e somestesica.

Risultati: la donna ha presentato un aumento dei campi visivi; è migliorata nel riconoscimento degli oggetti; ha iniziato a guardare la televisione; è migliorata la precisione e la fluidità dei
movimenti del braccio; è migliorato il cammino ed è aumentata l’indipendenza e l’autosufficienza nell’ADL.
Il confronto delle neuroimmagini acquisite prima e dopo la nuova proposta riabilitativa ha mostrato un aumento del metabolismo di glucosio in entrambe le cortecce occipitali.

Discussione: Questo studio dimostra la valenza degli “esercizi terapeutici conoscitivi” nella persona con cecità corticale, la quale ha presentato un impressionante recupero visivo e sensomotorio, con importante miglioramento nell’ADL, più di 2 anni dopo la lesione a livello corticale.

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