IL 1° DI LUGLIO IL T.A.R. DEL LAZIO SI PRONUNCERA' SULRICORSO PRESENTATO DA A.I.FI. E F.L.I. CIRCA IL MANCATO RAPPORTO DIPROPORZIONALITA' TRA REDDITO PERCEPITO E TASSE UNIVERSITARIE RICHIESTE AIPOSSESSORI DI TITOLI PROFESSIONALI PREGRESSI ISCRITTISI AI CORSI PER CONSEGUIRELA LAUREA DI 1° LIVELLO. SI POTRA' QUINDI RIMANDARE, PER CHI NON L'AVESSE GIA'FATTO, IL PAGAMENTO DELLE TASSE DI ISCRIZIONE AL 1° LUGLIO 2002, GIORNO NELQUALE IL TAR DEL LAZIO SI PRONUNCERA' SULLA SOSPENSIVA DEFINITIVA O PER LAPROROGA IN DATA DA DESTINARE.

Forse i tempi non collimano perfettamente con leaspettative. Forse molti hanno già pagato; per cui, il recupero di quantoeventualmente versato in più sconterà qualche ritardo.
Resta, comunque, il fatto che, grazie al ricorso promosso dalla nostraAssociazione regionale e da quella dei Logopedisti, presso il TribunaleAmministrativo del Lazio, avverso l'applicazione indifferenziata, da partedell'Università di Tor Vergata (Roma), di tariffe d'iscrizione all'annoaccademico alquanto salate (soprattutto perché indiscriminatamente parametratealla fascia di reddito più alta) per il conseguimento della Laurea di 1°livello per coloro che erano in possesso di titoli pregressi, un risultato, perquanto tardivo, è stato ottenuto.

Il Presidente del TAR, infatti, ravvisando, relativamentealle istanze correttive presentate dagli avvocati dell'A.I.FI. e della F.L.I.,motivi di particolare urgenza, nel mentre ha ordinato una specifica sospensivadelle esazioni applicate dell'Ateneo romano, ha pure predisposto, per il 1° di Luglio, la Camera di Consiglio, chiamata a discutere edeliberare circa la sostanza del ricorso.

Ma cosa è avvenuto, nella fattispecie, perché iFisioterapisti ed i Logopedisti del Lazio si inalberassero al punto dipromuovere un ricorso al T.A.R.?

E' semplicemente avvenuto che nel 2001, allorché, inconformità a quanto previsto dalla Riforma universitaria, si dettelegislativamente corso alla istituzione, per tutte le professioni sanitarie,delle Lauree di 1° e di 2° livello, venne pure disposto, del tuttoingiustificatamente che, ai finidell'accesso alla Laurea di 2° livello, per i possessori dei vecchi titoli siprovvedesse ad istituire corsi universitari per l'acquisizione della Laurea di1° livello.

In sostanza, per le Università, considerato che gliaspiranti alla Laurea Specialistica o di 2° livello, sono diverse migliaia(quella di Siena, la più pronta al riguardo, sembra abbia largamente superatole 2.000 iscrizioni) si è prospettata la possibilità di realizzare un businessdi tutto rispetto.

Questo stato di cose che, per molteplici ragioni e non solodi natura economica, ha suscitato reazioni assai negative, è rimasto in piedifino alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell'8 Gennaio 2002, dellaLegge n° 1. Legge che ha disposto, l'equipollenza, di fatto, tra i titoli pregressi e la Laurea di 1° Livello ai fini dell'accessoalla Laurea Specialistica. Ragion per cui, adesso, i Fisioterapisti in possessodi titoli pregressi, così come i Logopedisti e così via dicendo, possonotentare la prova di selezione per accedere ai corsi per la Laurea di 2°Livello, senza dover "subire" corsi di adeguamento che nulla aggiungono alloro sapere.

Comunque, sic rebus stantibus, il pateracchioiniziale ha lasciato ampi strascichi, tra cui quello relativo al fatto che, nonsolo tutti coloro che, per ottenere la Laurea di 1° livello, si erano dovutiiscrivere alle università, sono stati chiamati a pagare il secondo rateo, mapure che alcune università, senza tener assolutamente conto che le tasseuniversitarie, per solito, sono divise in scaglioni, parametrati appunto alreddito di ciascun iscritto, hanno invece applicato l'aliquota massima.

Non a caso, a Roma, l'Università di Tor Vergata, quellaper la quale sia l'A.I.FI., sia la F.L.I. hanno prodotto il ricorso al T.A.R.ha previsto d'incassare, per ciascun iscritto, somma di Lire 1.700.000 ovveroEuro 878,00.

A questo punto, non ci resta che confidare nel T.A.R.,sperando si pronunci in modo che le somme da versare siano adeguatamente eproporzionalmente dimensionate a seconda del reddito di ciascuno.

Gian Piero Calchetti