Ad un anno dall'inizio della fase a regime del programma di Educazione Continua in Medicina possiamo riportare alcuni dati significativi dai quali emergono le seguenti considerazioni:

gli eventi formativi per fisioterapisti valutati a tutt'oggi sono 699;
i fisioterapisti attivi sul territorio nazionale sono 35.000;
ne consegue che il rapporto fra questi due dati è di un evento ogni 50 fisioterapisti circa.
Paragonando questo quoziente con quello derivante da un analogo relativo alle altre figure sanitarie emerge:

Infermieri un evento ogni 150;
Assistenti sanitari un evento ogni 180;
Tecnico sanitario di radiologia medica un evento ogni 100 ecc..
Senza entrare in merito alla qualità degli eventi stessi, possiamo affermare che il rapporto relativo alla figura professionale dei fisioterapisti è estremamente positivo e che la maggioranza degli aggiornamenti sono stati progettati per gruppi di numero contenuto con l'intenzione di attuare una grossa interattività docente/discente.

Di contro emerge però che i crediti maturati in media dal singolo fisioterapista sono inferiori a quelli di qualsiasi altra figura sanitaria (3 fisioterapista – 3 tecnico della prev. dei luoghi di lavoro – 4 ostetrico/a – 4 podologo ed educatore professionale – 5 terapista della neuro. psic. dell'età evol. – 5 terapista occupazionale – 5 dietista – 5 tecnico audioprotesista, 6 tecnico di neurofis. – 6 logopedista – 6 assistente sanitario – 6 infermiere – 6 tecnico dell'ed. e riab. Psichiatrica – 6 tecnico fisiopat. cardiocirc. – 6 tecnico sanitario di lab. biomedico – 7 tecnico sanitario di radiologia medica – 8 infermiere pediatrico – 8 tecnico ortopedico – 9 tecnico audiometrista – 10 igienista dentale – 15 ortottista/assistente oftalm.).

Approfondendo tale discrasia si ritiene che ciò sia stato determinato dalle seguenti cause:

limitata informazione e diffusione del programma ECM nei primi mesi dell'anno;
scarsa motivazione ed erronea interpretazione sulla non obbligatorietà dell'acquisizione dei crediti formativi stabiliti da norme e regolamenti;
assenza di sistemi di controllo e mancanza di penalizzazioni;
offerta formativa concentrata in determinate aree del territorio nazionale;
aziende pubbliche e/o private che hanno manifestato un diverso interesse verso il programma ECM non facilitandone, in alcuni casi, l'acquisizione, per una scarsa incisività del DL 229/99 che lascia l'onere della formazione continua al singolo professionista;
ed infine la fisiologica resistenza al cambiamento che accompagna ogni riforma.
Nonostante quanto detto occorre guardare al futuro con ottimismo poiché, in primo luogo, sono in arrivo modifiche regolamentari che saneranno le criticità sopradette, inoltre la naturale evoluzione del programma ECM, la tutela del professionista da parte dell'AIFI, ci condurrà nei prossimi mesi ad una intensificazione dei sistemi informativi e a snellimenti nell'organizzazione tramite l'introduzione dell'accreditamento dei provider, la formazione a distanza, l'implementazione della formazione sul campo ecc..

Questo percorso ci avvicinerà a dati più consolanti e per l'AIFI sarà una grossa opportunità di visibilità e affermazione di competenza in un sistema così complesso come l'ECM. Ciò si potrà tradurre in un positivo ritorno di immagine anche da parte del Fisioterapista più disinteressato.

Lucia Bertozzi, Referente ECM Associazione Italiana Fisioterapisti