Si chiama CyberHand ed è una delle novità tecnologiche che sono state presentate nella rassegna Exposanità svoltasi a Bologna.

E’ stata costruita in Italia la prima protesi di una mano controllata direttamente dal cervello umano, in grado di aprirsi e chiudersi così come di avere sensazioni tattili grazie a un dispositivo che traduce i comandi inviati direttamente dal sistema nervoso. La protesi è stata presentata a Bologna insieme al prototipo, in via di brevettazione, di una mano al silicone in grado di aprirsi e chiudersi grazie a un piccolo motore esterno non più grande di un pacchetto di sigarette.

Entrambi i progetti sono stati messi a punto dall’Arslab, diretto da Eugenio Guglielmelli, in collaborazione con il Crim (Centro di ricerche in microingegneria) diretto da Paolo Dario, entrambi della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa.

La mano al silicone azionata dal motore esterno segna un progresso rispetto alle protesi in grado di aprirsi e chiudersi realizzate finora in metallo o plastica e dotate di tre dita. La mano al silicone è sicuramente più simile ad una mano umana. La CyberHand, realizzata nello studio coordinato da Chiara Carrozza, rappresenta già il passo ulteriore.

L’obiettivo ambizioso del progetto è riuscire a collegare i nervi umani con il piccolo computer che controlla la mano artificiale. In questo modo diventa possibile tradurre gli impulsi nervosi umani in segnali che permettono ai sensori sulla punta delle dita di inviare al cervello le sensazioni tattili, oppure è possibile fare in modo che siano i segnali provenienti dal sistema nervoso umano a controllare il movimento della mano.