La Presidente dell'A.I.FI. Puglia, in merito al perpetuarsi dello "spiacevole" andazzo delle Scuole per Massofisioterapisti che, dichiarate "soppresse" dalla legislazione vigente, in alcuni casi, tra cui, appunto, la Puglia, continuano imperterrite a tenere corsi ed a sfornare diplomati dall'incerto avvenire professionale, ha ritenuto opportuno richiamare per l'ennesima volta, l'attenzione delle autorità regionali preposte alla Formazione, informando dei fatti anche i massimi referenti governativi, nonché le Associazioni di tutela dell'utenza, il Tribunale per i diritti del malato ed altre rappresentanze istituzionali per la difesa del cittadino.

Concetta Pesce, infatti, il 22 Luglio scorso, ha preso carta e penna ed ha formalizzato una "vibrata" protesta, forte anche del fatto che il Ministero, proprio perché ritiene che queste scuole non abbiano più ragion d'essere dal 1° Gennaio 1996, non ha provveduto, a differenza di quel che regolarmente avveniva in passato, alla nomina dei suoi rappresentanti in seno alle Commissioni d'esame. Contestualmente l'A.I.FI. Puglia ha redatto un duro comunicato stampa in cui si evidenzia la gravità della questione.Di seguito pubblichiamo il testo della lettera invitata alle autorità sanitarie locali e nazionali e alle Associazioni degli utenti ed il comunicato che l'A.I.FI. Puglia ha inviato alla stampa

Cagi

Oggetto: Esami finali corsi di formazione per massofisioterapista

All'Assessore alla Formazione Professionale della Regione Puglia – Al Dott. Salvatore Mazzaracchio Assessore alla Salute della Regione Puglia – Al Dott. Claudio Mastrocola Direttore Generale Direttore del Dipartimento per le Professioni Sanitarie del Ministero della Salute – Federconsumatori – Diconsom – Presidente Nazionale del Tribunale per i Diritti del Malato – Presidente Nazionale ANVAR Loro Sedi

L'Associazione Italiana Fisioterapisti (già A.I.T.R. – Associazione Italiana Terapisti della Riabilitazione) – Regione Puglia, relativamente al contenuto in oggetto, ritiene doveroso precisare che tali esami non possono essere espletati in quanto non conformi alla normativa nazionale e regionale.

A tale scopo rammenta alla S.V. che lo stesso Ministero della Salute non ha provveduto alla nomina dei suoi rappresentanti in seno alle commissioni di esame in quanto "….la costituzione delle Commissioni per gli esami finali non appare compatibile con il dettato normativo (art. 6 comma 3 del D.Lgs n. 502/92 e successive modificazioni ), secondo cui dal 1 Gennaio 1996 devono ritenersi soppressi, "ope legis", tutti i corsi regionali di formazione delle professioni infermieristiche, tecniche e della riabilitazione previsti dal preesistente ordinamento…", rimettendo, così, all'autonomia di codesta Regione l'assunzione di ogni decisione al riguardo.

Decisione che, ad avviso di quest'Associazione, non può prescindere dal considerare che:

– la formazione degli operatori sanitari si realizza esclusivamente in ambito universitario, e che operatori formatisi in contesti diversi non possono dirsi operatori sanitari ed esercitare, pertanto, funzioni proprie di queste professioni. Tale concetto, oltre che dal dettato normativo, appare rafforzato dalle dichiarazioni del Ministero della Salute (vedi nota n. 9122/02) che, suggerendo l'utilizzo di questi operatori sul solo territorio regionale, di fatto li considera operatori ausiliari;

– chi autorizza la conclusione di questi percorsi "formativi" si assume la responsabilità, morale e legale, della salute di quei cittadini che, ignari, ricorreranno alle "cure" di questi operatori privi di opportuna formazione.

Alla luce di quanto esposto, quest'Associazione, pur comprendendo le "legittime" aspettative degli studenti che hanno frequentato i suddetti corsi, chiede alla S.V. l'immediata sospensione delle procedure d'esame, dichiarando nel contempo che, nel momento in cui detti soggetti diplomati metteranno in atto procedure terapeutiche proprie della professione del Fisioterapista, saranno denunciati per esercizio abusivo della professione.

Di tutto questo saranno opportunamente informati le Organizzazioni dei consumatori, l'Associazione Nazionale Vittime dell'Abusivismo in Riabilitazione (ANVAR), il Tribunale per i Diritti del Malato (T.D.M.), ai quali si chiede di costituirsi parte in causa al fianco di questa Associazione.

Nell'attesa di riscontro, cordialmente saluta.

Bari, 22.07.02

Il Presidente A.I.FI. Regione Puglia
Concetta Pesce

COMUNICATO STAMPA

Se qualcuno pensava che i timori dell'AIFI circa il poco impegno, se non addirittura la sostanziale sine cura, con cui alcune Regioni hanno preso atto della mutata legislazione che regola le professioni sanitarie, fossero infondate è presto servito.

Infatti, mentre la legislazione nazionale ha elevato a livello universitario l'acquisizione dei titoli per la maggior parte delle professioni, una volta dette paramediche, ed altre professioni, pur non dichiarandole soppresse, a far data dal 1° Gennaio 1996, ha definito "ad esaurimento", sopprimendo, al contempo, tutte le Scuole a carattere regionale, alcune Regioni, non si sa bene dietro quali precise sollecitazioni od interessi, continuano ad autorizzare le "Scuole per Massofisioterapisti".

Ebbene, l'ultimo episodio in ordine di tempo, che vede una Regione perseguire suoi fini particolari e del tutto in contrasto con la normativa generale che presiede agli interessi generali della pubblica Salute è quella della Puglia che, in presenza di un Istituto privato che continua a "sfornare" corsi per Massofisioterapisti, ha ritenuto legittimo provvedere ad istituire una Commissione d'esami per validarli.

A questo punto, la cosa che più "sconcerta" questa associazione è il fatto che il Ministero della Salute, in proposito, come si usa dire "meni il can per l'aia".

Infatti, il suddetto Ministero, mentre, da una parte, ottemperando alla legge, non ha provveduto a nominare i suoi rappresentanti in seno alla Commissione (cosa che, prima del 1996, avveniva regolarmente) con la seguente motivazione: la costituzione delle Commissioni per gli esami finali non appare compatibile con il dettato normativo (art.6, comma 3, del D.Lgs. n. 502/92 e successive modificazioni), secondo cui dal 1 Gennaio 1996 devono ritenersi soppressi, ope legis, tutti i corsi regionali di formazione delle professioni infermieristiche, tecniche e della riabilitazione previsti dal preesistente ordinamento, dall'altra, lascia che la Regione faccia per suo conto.

A questo punto, l'Associazione Italiana Fisioterapisti Puglia più che mai convinta, in base alla normativa vigente, che la Formazione degli operatori sanitari la si realizza esclusivamente in ambito universitario e che operatori formatisi in sedi diverse non possono qualificarsi operatori sanitari ed esercitare, per tanto, funzioni proprie delle professioni sanitarie, ribadisce, anche dietro pregresse dichiarazioni ministeriali, che costoro debbano essere considerati semplicemente "operatori ausiliari".

L'AIFI Puglia ritiene, inoltre, che chi autorizza e valida percorsi formativi "spuri" e, quindi, assolutamente non qualificati alla formazione di Operatori Sanitari, attribuendo ad operatori cos" formati compiti di natura sanitarie, si assume ogni responsabilità morale e legale in merito alle conseguenze che questo stato di cose determinerà a danno della salute di quei cittadini che, ignari, ricorreranno alle "cure" di questi operatori, privi di opportuna formazione.

Alla luce di quanto sopra, l'AIFI Puglia, pur comprendendo le aspettative degli studenti che hanno frequentato questa fattispecie di Corsi, chiede alle autorità competenti l'immediata sospensione delle procedure d'esame, preavvertendo che, se questo non avverrà, adirà le vie legali per difendere gli interessi dei suoi associati e denuncerà questi "diplomati" nel momento in cui mettano in atto procedure terapeutiche proprie della Professione di Fisioterapista per esercizio abusivo della professione.