Migliorare l'efficacia delle prestazioni, l'efficienza dei servizi riabilitativi, la comunicazione e l'informazione nei confronti dei pazienti. Sono solo alcuni degli impegni presi con i cittadini dai fisioterapisti italiani nel protocollo d'intesa sottoscritto oggi a Tirrenia (Pisa) durante il congresso nazionale dell'Aifi. A sottoscrivere l'accordo, Vincenzo Manigrasso, presidente dell'Aifi (Associazione fisioterapisti italiani), l'organizzazione di categoria maggiormente rappresentativa in Italia con i suoi 10mila soci, e Stefano A. Inglese, responsabile nazionale del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva. Non un'enunciazione astratta di intenti, ma una serie obiettivi precisi.
In Italia negli ultimi anni è aumentata in maniera vertiginosa la richiesta di riabilitazione, complice l'invecchiamento della popolazione, la maggiore incidenza delle patologie cronico-degenerative, la cresciuta sensibilità e informazione sul tema. Ma non si è sviluppata di pari passo l'offerta. Il risultato? Tempi di attesa biblici per ottenere un trattamento, difficoltà di accesso alle prestazioni, dimissioni anticipate dalle strutture ospedaliere. "Negli ultimi cinque anni la percentuale di segnalazioni riguardanti questa area specialistica giunte al Tribunale per i diritti del malato attraverso la rete di sedi locali e servizi informazione, assistenza e consulenza si è quadruplicato" si legge nel protocollo Aifi-Tdm. "Sono passati dall'1,9 del 1999 all'8,3 per cento del 2004. E il fenomeno presenta tratti ancora più rilevanti tra i malati cronici (dal 2,6 al 12,3 per cento)".
Che cosa possono fare, quindi, i fisioterapisti per i cittadini? "L'intesa non è frutto di una generica volontà di collaborazione, ma è il tentativo di dare significato e concretezza all'evoluzione dei rapporti tra assistente e assistito" risponde Manigrasso. "I nuovi professionisti sanitari devono accollarsi le responsabilità che derivano dalle maggiori competenze, facendosi carico, per la propria parte, di migliorare e qualificare l'offerta, condividere le scelte terapeutiche con i pazienti, garantire l'accessibilità ai servizi". Tra gli impegni più immediati presi oggi a Tirrenia ci sono: adozione di un modello di "consenso informato" attraverso il quale informare il paziente sul programma riabilitativo, i metodi e le tecniche usate, gli esiti attesi; tariffe trasparenti; una campagna antiabusivismo che sensibilizzi i cittadini sulla figura del fisioterapista e sui requisiti indispensabili per svolgere la professione; formazione orientata a soddisfare i bisogni dei laureati e le esigenze degli assistiti; uso di standard e indicatori per valutare la qualità e la sicurezza delle prestazioni; azioni da attuare a tutti livelli per ridurre i tempi di attesa.
"La riabilitazione è un'area fortemente critica dell'offerta sanitaria del nostro Paese" dichiara Stefano A. Inglese. "Ed è per questo che a nostro parere c'era necessità di un patto forte tra cittadini e operatori, l'avvio di una strada da percorrere insieme. Se i professionisti si mettono in discussione, se aumentano il loro grado di trasparenza, se permettono che vengano fatte verifiche sugli standard di qualità ed efficacia, migliorano anche il rapporto di fiducia con i cittadini".