Lo scorso 23 gennaio si è riunita la Commissione Nazionale ECM, la prima riunione dopo la pausa natalizia. Tra gli argomenti discussi si è parlato di "Accreditamento provider formazione residenziale" e "Accreditamento provider formazione a distanza (FAD)".
Le Sezioni della Commissione che si occupavano di questi argomenti hanno concluso il lavoro. Fra non molto potrà iniziare la fase sperimentale dell'accreditamento dei "Provider ECM" – fino ad oggi, infatti, chiunque poteva organizzare eventi formativi e non erano necessari particolari requisiti, si parlava infatti di "registrazione" e non di "accreditamento".
Le due Sezioni – Accreditamento provider formazione residenziale e Accreditamento provider FAD – hanno elaborato lo "Standard" che, già nella seconda metà del 2003, dovrà essere necessariamente soddisfatto da coloro che vorranno proporsi come organizzatori di eventi formativi.
Un elemento, di non poco conto, è che, in base a quanto affermato in questi documenti, gli Ordini e Collegi professionali e le Associazioni professionali di categoria (quelle organizzazioni che rappresentano presso il Ministero della Salute, nell'ambito del Progetto ECM, le professioni sanitarie "normate" da un profilo professionale ma ancora sprovviste di Ordine o Collegio) si avvierebbero a svolgere, nell'ambito del Progetto ECM, il ruolo di "garanti" dell'intero processo, lasciando ad altri attori il ruolo di provider, ad esclusione dei temi legati alla Deontologia, all'Etica, alla Bioetica, ai temi Giuridici e Medico-legali connessi all'esercizio della professione.
Ciò non è una novità, sono molti gli impegni formali già assunti in passato che sostengono questo orientamento.
La Commissione ha ritenuto utile elaborare una ulteriore "raccomandazione" che, insieme a questo principio, ha inoltre sottolineato che spettano agli Ordini, Collegi e Associazioni le seguenti responsabilità:
Certificazione della formazione;
Riconoscimento dell'auto-formazione degli iscritti e associati;
Verifica dei provider e degli eventi, in collaborazione con la Commissione Nazionale;
Verifica dei provider e degli eventi, in collaborazione con gli organismi regionali;
Individuazione degli obiettivi formativi nazionali in collaborazione con la Commissione Nazionale;
Individuazione degli obiettivi formativi regionali in collaborazione con le Regioni.
In conclusione, alcuni atti si stanno concretizzando, anche se è evidente il grosso ritardo che su molte questioni "pratiche" questo organo (la Commissione) continua ad avere, ad esempio le implicazioni economiche della formazione, l'armonizzazione tra "regole" o "direttive" nazionali ed i sistemi regionali. Su questo livello di confronto sarà utile attendere la prossima Conferenza Stato-Regioni che si terrà nelle prossime settimane: sono tante le fughe in avanti di singole regioni che, in assenza di un quadro preciso di riferimento, determinano un processo di frammentazione e ulteriore confusione. E poi le questioni particolari, ad esempio, cosa dovrà fare chi non ha acquisito i crediti nel 2002?
L'augurio, come cittadino prima e come professionista poi, è che presto si consolidi una seria capacità operativa della Commissione, che renda onore ad un importante processo di crescita civile, oltre che professionale.

L'Ufficio Centrale Segreteria AIFI