L’importanza della riabilitazione respiratoria nei pazienti covid-19

Anche nei pazienti Covid 19, “come nelle altre principali patologie respiratorie, la riabilitazione respiratoria interpreta un ruolo importante nella promozione della ripresa della vita quotidiana e nel miglioramento del reinserimento nella comunità aumentando la mobilità, l'autonomia e la qualità della vita correlata alla salute”
17/07/2020
UUn Documento di Consenso promosso da ARIR (Associazione Riabilitatori dell’Insufficienza Respiratoria), AIFI (Associazione Italiana Fisioterapisti), AIPO (Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri), SIP (Società Italiana di Pneumologia) e SIFIR (Società Italiana di Fisioterapia e Riabilitazione) e pubblicato su una prestigiosa rivista indicizzata ha confermato che anche nei pazienti Covid 19, “come nelle altre principali patologie respiratorie, la riabilitazione respiratoria interpreta un ruolo importante nella promozione della ripresa della vita quotidiana e nel miglioramento del reinserimento nella comunità aumentando la mobilità, l’autonomia e la qualità della vita correlata alla salute”. Il Documento di Consenso “An Italian consensus on pulmonary rehabilitation in COVID-19 patients recovering from acute respiratory failure: results of a Delphi process” (Monaldi Archives for Chest Disease 2020, volume 90:1444), confermando la centralità dell’intervento riabilitativo, ha preso il via dalla necessità condivisa di avere raccomandazioni di elevata qualità sulla riabilitazione respiratoria (RR) nei pazienti con Covid.19 dopo l’uscita dalla fase acuta ed anche in seguito all’eventuale dimissione dalla terapia intensiva.
Firmato come primi autori da Michele Vitacca (Responsabile Divisione di Pneumologia Riabilitativa ICS Maugeri IRCCS, Lumezzane, Brescia), Marta Lazzeri (Presidende ARIR e Fisioterapista Respiratoria, Dipartimento Cardio-Toraco-Vascolare, ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda, Milano) ed Eugenio Guffanti (membro attivo di SIP e già responsabile della Pneumologia Riabilitativa di Casatenovo, Lecco), lo studio ha coinvolto una serie di professionisti esperti che operano in ospedali d’eccellenza italiani.
Questi esperti (in tutto 30 professionisti, con questa rappresentanza multiprofessionale: pneumologi-40%, fisioterapisti respiratori-36%, fisioterapisti-10%, metodologi-7% e psicologi-7%) hanno revisionato la letteratura scientifica internazionale indicizzata (e reperibile su PubMed) pubblicata su Covid.19 tra il 1 dicembre 2019 e il 6 aprile 2020. Hanno selezionato 121 quesiti su quattro aree di riferimento (dispositivi di protezione individuale, fenotipizzazione, valutazione, interventi), e su questi hanno coinvolto con un Delphi round un team internazionale di panelists formato da 10 pneumologi e 10 fisioterapisti respiratori provenienti da Italia, Spagna, Regno Unito, Portogallo e Usa.
La conclusione del Documento, sottolinea che “la drammatica diffusione dell’epidemia con le sue conseguenze cliniche e l’impatto socio-economico sta guidando allo sviluppo di chiare ed effettive misure che possano ridurre l’impatto del Covid.19 su pazienti e famiglie. I centri di cura e riabilitazione devono avere la capacità e la flessibilità di rispondere con le migliori competenze disponibili a tutti i bisogni dei pazienti, nel più appropriato setting, utilizzando le migliori tecnologie disponibili. Come nelle altre principali patologie respiratorie, la riabilitazione respiratoria interpreta un ruolo importante nella promozione della ripresa della vita quotidiana e nel miglioramento del reinserimento nella comunità aumentando la mobilità, l’autonomia e la qualità della vita correlata alla salute”.
“Il fisioterapista respiratorio ha lavorato a fianco dello pneumologo in tutta l’emergenza Covid.19”, è il commento di Marta Lazzeri al Documento “e sono risultate oltremodo preziose le competenze e le esperienze maturate precedentemente nel trattamento di condizioni di insufficienza respiratoria acuta e/o cronica con diversa eziopatogenesi (pazienti con fibrosi polmonare, riacutizzazione di BPCO, interstiziopatie, pazienti reduci da insufficienza respiratoria acuta con difficile svezzamento…), ma con manifestazioni clinico funzionali non dissimili a quelle osservate nei pazienti Covid.19. Il lavoro che abbiamo pubblicato è stato impegnativo anche perché prodotto in tempi molto rapidi, con l’obiettivo di fornire indicazioni chiare e dare supporto soprattutto ai fisioterapisti che non possiedono specifiche competenze in ambito respiratorio ma che in questo momento di emergenza sono coinvolti nella gestione di questi pazienti. Un altro tassello nel percorso di diffusione della cultura respiratoria che ARIR persegue da oltre 30 anni”.