Ieri pomeriggio, 06 dicembre 2016, il Presidente AIFI, Mauro Tavarnelli ha partecipato all’audizione presso la XII Commissione Igiene e Sanità del Senato della Repubblica in merito all’esame dello schema di decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri recante la definizione e l’aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza (LEA).

AIFI, come già fatto presso la XII Commissione della Camera dei Deputati, ha comunicato la piena condivisione della posizione presentata dalla FISH – Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap – che richiama l’attenzione del Legislatore a mettere in pratica concretamente la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità anche nel decreto sui nuovi LEA.

Nella memoria depositata, AIFI ha nuovamente focalizzato l’attenzione sulla necessità di garantire alla persona in Cure Domiciliari l’unitarietà del Progetto Assistenziale; sulla necessità di revisionare la voci del nomenclatore delle prestazioni di specialistica ambulatoriale (allegato 4) relative a valutazioni funzionali e rieducazioni funzionali,  modificando diciture e volumi previsti sulla base delle più recenti acquisizioni della letteratura scientifica e inserendo tali voci in più branche omologhe alla disabilità della persona (es. neurologia, urologia, ortopedia, pneumologia, neuropsichiatria infantile …) al fine di ridurre la richiesta di più impegnative e visite specialistiche, con conseguenti ulteriori costi e liste di attesa per i cittadini, e di permettere alle Regioni di comporre pacchetti valutativi e terapeutici con minori costi anche per le Aziende Sanitarie; sulle possibili criticità che comporterà la previsione di acquistare ausili complessi esclusivamente a mezzo gara, impoverendo di fatto la possibilità di scelta da parte della persona, dell’equipe e del prescrittore.

Ha ribadito inoltre, sempre nell’ambito dell’assistenza protesica, che bisogna garantire “un nuovo sistema fondato sull’empowerment della persona con disabilità e sull’appropriatezza” dell’ausilio, basato sulla scelta di questo da parte della persona supportata da una equipe multidisciplinare dove afferiscono i contributi che i diversi professionisti sanitari danno nel percorso di valutazione, scelta, collaudo, addestramento all’uso e verifica dell’ausilio che solo in questo modo potrà realmente divenire utile alla persona per il proprio percorso di autonomia.