Lo scorso 6 ottobre, la Direzione Nazionale dell'Associazione Italiana Fisioterapisti, alla presenza del Segretario Nazionale della Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap (FISH), Mario De Luca, ha ufficialmente sottoscritto l'adesione al Forum Nazionale per la Riabilitazione.
Si conclude un lungo percorso di discussione e condivisione che ha visto l'AITR prima e l'AIFI dopo, insieme ad altre numerose organizzazioni del mondo della riabilitazione (SIMFER – AITO – FLI – FIOTO – CSR), promuovere e realizzare un obiettivo che, sgombrando il campo da sterili contrapposizioni, mette al centro di ogni questione in riabilitazione la persona disabile.
Questa iniziativa parte da lontano, per me rappresenta uno dei progetti ereditati dal precedente Ufficio di Presidenza, che più mi ha coinvolto sul piano umano.
Straordinaria infatti è stata l'esperienza a fianco del Coordinatore/promotore del progetto, Pietro Vittorio Barbieri, Presidente Nazionale della FISH, con il quale abbiamo condiviso molte delle difficoltà incontrate e al quale va il riconoscimento di tutti noi.
I principi condivisi, così come ci illustra lo stesso Barbieri, che sono alla base del Manifesto "rappresentano gli elementi essenziali di un programma diretto a riqualificare le attività riabilitative nel nostro Paese ed a rilanciare l'importanza strategica delle stesse attività nell'ambito delle politiche sanitarie nazionali.

I punti cardine del Manifesto sono:

la centralità della persona disabile, il suo diritto ad un trattamento avente l'obiettivo della partecipazione sociale del soggetto;
una presa in carico dei problemi del disabile basata sull'Icf e su un percorso individualizzato articolato in un progetto generale e programmi specifici costruiti dai professionisti con il coinvolgimento consapevole della persona disabile e/o del familiare nel processo riabilitativo;
la definizione di uno strumento unificante rappresentato dal team nel quale confluiscono tutti i saperi, che sia capace di modellarsi a secondo dei bisogni dell'utente; esso deve dotarsi della cartella riabilitativa condivisa da tutti i componenti del team;
rimodellare i percorsi formativi e di aggiornamento dei professionisti per qualificare le prestazioni, umanizzare l'intervento ed acquisire capacità di interazione interdisciplinare;
procedere ed intervenire al fine di erogare gli ausili più adatti per il raggiungimento dell'autonomia o per la migliore assistenza;
identificare il distretto quale luogo di realizzazione del piano di intervento per legare l'ospedalizzazione ed il domicilio della persona disabile;
definire gli obiettivi di partecipazione sociale e quindi l'interazione con la rete dei servizi sociali, dei percorsi educativi e del mercato del lavoro;
utilizzare meccanismi di controllo della qualità delle prestazioni garantendo un outcome qualitativo misurato sul singolo individuo.

Gli obiettivi strategici hanno una valenza politica e culturale, interna ed esterna. In primo luogo si punta ad elevare le competenze dei professionisti tanto quanto la loro capacità di interazione relazionale e di assunzione di responsabilità.
Questi sono gli elementi che danno vita alla vera autonomia professionale. E' necessario però declinare questi principi nelle iniziative politiche, culturali, formative e scientifiche di ogni categoria professionale, fino a raggiungere il singolo professionista sul proprio terreno di competenza e nel precipuo ambito operativo.
Ciò comporta un confronto da attivare su tutte le aree di criticità dei rapporti tra i professionisti: è evidente che gli elementi costituenti il Forum non devono trovare solo l'adesione degli organismi dirigenti delle organizzazioni che lo hanno costituito, bensì essere "digeriti" e diffusi nell'operato di ogni singolo professionista in tutta Italia.
E' necessario altresì procedere alla definizione condivisa della composizione del team, dei ruoli e delle responsabilità adoperandosi per differenziarle tra fasi di trattamento e tipologie di menomazioni.
Per ciò che riguarda le iniziative dirette alle Istituzioni, che hanno in carico la responsabilità della salute dei cittadini, si tratta di eliminare l'idea che le attività di riabilitazione si identifichino con quelle di assistenza.
Di conseguenza si rende indispensabile un'attività politica e tecnica di forte e costante confronto con le istituzioni nazionali, quelle regionali, le aziende sanitarie pubbliche e quelle accreditate di tipo privato.
Il programma è ambizioso ma è necessario porsi ampi obiettivi per non ricadere in una piccola difesa di interessi particolari interni ad ogni categoria, seppur legittimi, che è alla base della mancanza di credibilità del sistema riabilitativo nazionale.
E' a tutti nota la bassa considerazione che i politici ed i grandi professionisti della salute, gli amministratori e persino i cittadini, hanno delle attività di riabilitazione, spesso considerate come espedienti, pannicelli caldi. E' sufficiente aprire un qualunque piano sanitario nazionale o regionale per averne conferma."

E' evidente lo spirito che informa tutto il "Documento": centralità della persona disabile, integrazione degli interventi, team riabilitativo e cartella riabilitativa, sono tutti elementi che mettono in evidenza consapevolezza, coerenza e responsabilità. L'augurio è che ciò, per dirla con le parole del Segretario Nazionale FISH, Mario De Luca, che naturalmente ringraziamo per aver presieduto alla formalizzazione della nostra adesione al Forum, si traduca con atti concreti e quotidiani e che ciascuno di noi sappia assumersi la propria parte di responsabilità.

FORUM NAZIONALE PER LA RIABILITAZIONE
Promotori: SIMFER – AIFI – AITO – FLI – FIOTO – CSR – FISH

Mauro Tavarnelli, Responsabile Ufficio Centrale Giuridico