Possiamo definire esemplare il comportamento tenuto dall'Aitr Friuli Venezia Giulia in merito alla insorgente questione di "contrasto" tra le prerogative professionali dei Fisioterapisti e le reiterate quanto disinvolte affermazioni che, da più parti, specie dalle autorità accademiche e politiche regionali, negli ultimi tempi, giungono alle nostre orecchie, affermazioni tese a far intendere che i laureati in Scienze Motorie possono, tra le altre cose, occuparsi di Riabilitazione.

Perché definiamo esemplare il comportamento dei colleghi friulani? Semplicemente perché nella convinzione che, spesso, sia la disinformazione a suscitare equivoci, incomprensioni e malintesi, hanno pensato bene di contattare un diffusissimo "foglio" locale, il "Messaggero Veneto", convincendolo ad intervistare, per chiarire la questione, sia il collega Mauro Gugliuccielo, autorevole membro della Direzione Nazionale dell'Associazione, sia il professor Pietro Enrico di Prampero, Presidente del Corso di Scienze Motorie che ha sede presso l'Università di Udine.

I due intervistati, pressoché in contemporanea, avendo potuto e ben saputo spiegare ai lettori quali sono i rispettivi campi d'azione derivanti dalle due Lauree, quella in Fisioterapia e quella in Scienze Motorie, hanno indirettamente svolto anche la funzione di orientare tutti quei giovani che, prossimi a concludere il corso di studi medi superiori, cercano di capire quale tipo di Facoltà universitaria sia più congeniale alle loro attitudini e quali diverse prospettive di lavoro vengano offerte dall'una piuttosto che dall'altra.

Poiché, appunto, riteniamo esemplare questa procedura, nella speranza che anche altre nostre strutture territoriali si attivino in tale direzione, riportiamo integralmente il testo dell'articolo che, a firma di Marco Bardus, il quotidiano in questione ha pubblicato – mercoledì 28 Agosto – sotto l'efficace titolo Fisioterapia "contro" Scienze Motorie.

"La Laurea in Fisioterapia è diversa da quella in Scienze Motorie ed il Fisioterapista professionista non deve essere confuso con il laureato in Scienze Motorie". A parlare è Mauro Gugliucciello, uno dei dirigenti nazionali dell'Associazione Italiana Fisioterapisti, che vuole così chiarire le differenze che riguardano i due Corsi di Laurea della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università di Udine, alla luce di alcuni equivoci che, ultimamente, hanno suscitato un certo malumore negli ambienti della categoria.

Secondo Gugliucciello, non si è ancora sufficientemente chiarito che "il laureato in Scienze Motorie non è abilitato ad occuparsi degli aspetti medico-riabilitativi per il recupero di pazienti soggetti a patologie motorie od a lesioni permanenti; questo è invece compito esclusivo del Fisioterapista".

E' vero che ci sono alcuni punti in comune tra i due Corsi – in quanto entrambi fanno parte della stessa Facoltà, vi si insegnano materie simili e lavorano sul movimento del corpo -, ma gli sbocchi professionali e le competenze sono ben diversi. Il problema si pone soprattutto quando aumenta, sul mercato del lavoro, l'offerta di nuovi laureati senza particolari sbocchi professionali, come quelli di Scienze Motorie, o per la presenza di qualcuno che, vantando un diploma ISEF, si occupa di Riabilitazione senza essere Fisioterapista.

A questo proposito interviene la Legge, ed è chiaro che ogni forma di esercizio abusivo è reato punibile secondo il Codice Penale. Per quanto riguarda, in particolare, la divisione delle competenze tra un laureato in Scienze Motorie ed un Fisioterapista, il Decreto del Ministero della Salute del 29 Marzo 2001 definisce le "figure professionali sanitario-riabilitative", citando solamente quella del Fisioterapista. Inoltre, nel Decreto legislativo istitutivo del Corso di Laurea in Scienze Motorie, è indicato esplicitamente che " il Diploma di Laurea non abilita all'esercizio delle attività professionali sanitarie di competenza dei laureati in Medicina e Chirurgia". Il Decreto, poi, definisce, per il laureato in Scienze Motorie, quattro sbocchi professionali: "Tecnico sportivo, Manageriale, Didattico-educativo e Prevenzione ed Educazione adattata". Quest'ultimo punto ha creato qualche ulteriore equivoco, subito, però, chiarito da una nota del Ministero della Salute, dalla quale si evince che "il diplomato ISEF non trova legittimità in alcun modo ad operare nel Settore terapeutico-riabilitativo, che, invece, è proprio del Fisioterapista".

La legge è chiara: "Il Fisioterapista interviene per restaurare, con manovre terapeutiche, la funzionalità di strutture fisiche colpite da forma patologica". Come conferma anche il professore Pietro Enrico di Prampero, Presidente del Corso di Scienze Motorie, il laureato in Scienze Motorie "si occupa della gestione sportiva – per esempio, in qualità di istruttore in Centri sportivi e Palestre – e segue le persone nella preparazione fisica e tecnica in funzione dell'allenamento e del miglioramento delle loro prestazioni fisiche". "Gli equivoci nascono quando si fanno nascere, oppure quando non si chiariscono le cose – conclude di Prampero -ma l'Università si sta impegnando per fornire ai nuovi iscritti un'informazione quanto più completa possibile".

Gian Piero Calchetti