Malattie croniche aumentate del 28% in sette anni (dal 1993 al 2000). La malattia cronica più diffusa è l'artrosi, seguono a ruota asma, broncopneumatia cronica ostruttiva (Bpco), osteoporosi e Alzheimer.

Ecco la mappa delle principali malattie croniche, secondo il rapporto sulla cronicità presentato recentemente a Roma dal Coordinamento nazionale delle associazioni di malati cronici-Cittadinanzattiva.

Sono 350 mila le persone che soffrono di artrite reumatoide, soprattutto donne (4-5 a 1 rispetto agli uomini) e fra i 25 e i 40 anni.

Dopo due anni di malattia, nel 30% dei casi si ha una riduzione della capacità lavorativa, che sale a circa il 70% dopo 10. Entro 10 anni si registra uno stato di disabilità permanente in un caso su due.

"Decisamente carente", rileva il rapporto, la presenza di strutture reumatologiche con servizi di riabilitazione. In aumento nei paesi industrializzati le allergie. In Europa ne soffrono 80 milioni di persone (una su quattro), in Italia circa 10 milioni (oltre il 20% della popolazione).

Nonostante queste cifre, le allergie in Italia non sono ancora riconosciute come malattia sociale e tutti i farmaci sono a totale carico dei cittadini, anche se probabilmente sarà accolta la proposta del ministro Sirchia per renderle gratuite.

Un caso su tre di asma non viene diagnosticato e dai primi sintomi alla diagnosi trascorrono 4-5 anni. Il 60% dei pazienti (adulti e bambini) lamenta 20 crisi in un anno e sintomi frequenti: tosse diurna (73%), tosse notturna (65%), dispnea da sforzo (59%), disturbi del sonno (64%) e respiro sibilante (39%).

Bpco (broncopneumatia cronica ostruttiva): colpisce il 5-8% della popolazione (circa 4 milioni di persone) e causa 20-25.000 morti l'anno (50-55% delle morti respiratorie) e la perdita di 10 milioni di giornate lavorative. In Italia, uccide almeno 50 persone al giorno (18 mila l'anno). Solo un caso su quattro è diagnosticato e curato.

Nonostante riduca drasticamente la qualità di vita (almeno 30 mila persone convivono per 18 ore al giorno con la bombola di ossigeno) non è riconosciuta come malattia cronica.

Osteoporosi: si stima che in Italia almeno 2 milioni di persone si trovino già in una condizione di osteoporosi con elevato rischio di frattura. Ogni anno nell'Unione Europea 150 mila persone muoiono per fratture di femore o vertebre dovute all'osteoporosi.

I costi diretti della malattia sono circa 17 miliardi di euro l'anno.

Alzheimer: le demenze colpiscono in Italia circa 700 mila persone, di cui circa 450 mila di Alzheimer. Limitato l'accesso ai farmaci, carente la rete di assistenza territoriale. Migliora la situazione relativa all'indennità di accompagnamento.

I costi indiretti, che gravano per lo più sulle famiglie, sono stimati al 77% dell'intero costo assistenziale. Il costo totale per la gestione di ogni paziente è di circa 50 mila euro l'anno.

Domenico D'Erasmo
Uff. Centrale Segreteria