Caro Direttore,
la lettera che allego a questo mio scritto, dimostra con certezza come i Laureati in Scienze Motorie vivano chiaramente un conflitto profondo e cioè il desiderio di essere dei riabilitatori e la consapevolezza di non esserlo. Peraltro, tale desiderio pare chiaramente "indotto" in malafede da qualcuno che ha tutto l'interesse ad organizzare corsi di "informazione" con svariati titoli che richiamano in qualche modo al mondo della riabilitazione: diversamente "l'esca" sarebbe inefficace, cioè, praticamente, non si iscriverebbe nessuno.
Inutile sottolineare che questi corsi sono "a pagamento" ed alimentano le aspettative di coloro che credono (forse in buona fede) di essere nel giusto, ingrossando il portafogli di chi li organizza.
La mia personale opinione è che non c'è alcun progetto e criterio scientifico alla base di tutto ciò, non c'è il rispetto per la specificità culturale di una professione, ma solo il balordo tentativo di invadere spazi altrui.

Ma sono, poi, tutti dei criminali questi Laureati in Scienze Motorie? Io credo che sia estremamente difficile aderire a questa tesi, immaginare che una Categoria Professionale sia nella sua totalità ammalata di "affarismo".

E allora la spiegazione deve risiedere in "ambiti più ristretti" che non in nome della tutela della loro professione, né della salute degli altri, ma solo per becero interesse non fanno sconti alla volgarità delle idee, mettendo in campo "grida" di equipollenza, utili ad avere "consenso" ed assolutamente inutili nei confronti di qualsiasi altro obiettivo.
Ma tutto ciò ritengo venga fatto senza preoccuparsi minimamente di mettere in ridicolo anche tutti quei professionisti Laureati in Scienze Motorie che hanno, come noi, il sano desiderio di essere sempre più bravi nella "loro" professione e non sognano neanche lontanamente di "somigliare" a qualcos'altro. Immagino questi professionisti che si sentono svenduti proprio da chi dice di "difendere un loro diritto".

Ma quale diritto è quello del trasformismo per il quale dobbiamo aspettarci che gli infermieri chiedano "legittimamente", visto anche il tempo trascorso in sala operatoria, di fare un "apposito tirocinio su paziente" e dopo qualche taglietto col bisturi e due punti di sutura diventare finalmente degli ottimi Medici Chirurghi.
E noi fisioterapisti, che ci ritroviamo quotidianamente a contenere e gestire l'ansia di chi sta male e dei loro parenti, perchè non trovare un modo per diventare Psicologi? Ci sarà pure un politico disposto a farci questo favore.
Ma come si fa, per chi ha un minimo di dignità, ad accettare di "diventare qualcosa per Decreto"?
Certo, si avvicina il carnevale e potremmo tutti vestirci da Senatori…

Qualcuno, poi, che si permette di deridere il nostro "sdegno" strumentalizzandolo e definendolo corporativista, sa bene che non è così, perchè non è lo sdegno dei Fisioterapisti ma quello di persone comuni che rifiutano di credere che un paese come l' Italia possa, nell' Europa del 2006, accettare simili porcherie senza provare un minimo di vergogna.
Anzi credo che anche chi ha proposto e condotto questa "idea meravigliosa" provi un po' di vergogna. Ma cos'è un po' di vergogna di fronte alla possibilità di passare alla storia? E che importa a quale prezzo diventare famosi?

E' un Italia triste, frustrata, che vive solo del desiderio di raggiungere un risultato, non importa quale e a cosa serva: l'importante è raggiungerlo, per colmare frustrazioni e far parlare di sè, in dispregio alla dignità, alla cultura ed alle legittime aspettative di milioni di cittadini che si aspettano da chi li governa, garanzie, tutela, chiarezza.
Siamo allo sbando totale, ma noi non ci caschiamo. Ci dicano pure che le nostre sono rimostranze tanto scontate quanto pretestuose, noi non cadiamo nella provocazione: è troppo banale ed anche infantile.
Sappiano bene tutti quanti che non ci stiamo, e sappiano bene tutti coloro i quali hanno in mente di diventare famosi, che non ci piegheremo, anche se dovessero tirare fuori dal cilindro qualche altro meraviglioso decreto.

Noi non vogliamo passare alla storia, poiché la nostra storia la costruiamo giorno dopo giorno col nostro lavoro, e non abbiamo bisogno di inventarcene un'altra.
Se vogliono "manovalanza a basso costo", bene, che la creino pure, ma sappiano che difficilmente i cittadini vorranno averci a che fare ed in questo prendere le distanze certamente gli daremo una mano.

Non mi stupirò quando alla prossima edizione de "Il treno dei desideri" alla conduzione del programma vedrò al posto della Clerici il Senatore Firrarello con il suo slogan " Telefonatemi, esaudirò i vostri desideri"…Faccio il Libero professionista ed ormai da più di vent'anni sono abituato a far conti. Mi chiedo: posso avere, per piacere, la Laurea in Economia e Commercio?
Ecco la lettera che ho ricevuto e della quale mi riserbo di palesare il mittente:
"Salve, sono un ventitreenne laureatomi nell'ateneo catanese nell'ottobre 2004 in Scienze Motorie, indirizzo della prevenzione e dell'educazione motoria adattata, con tesi sull'elettrostimolazione, al momento mi trovo a…….. provincia di…… poichè corro in una squadra ciclistica.
Ho intenzione di tornare a Catania a fine settembre, ma se fosse necessario anche prima, quindi sto cercando un lavoro attinente ai miei studi e per questo mi propongo spontaneamente per un' eventuale assunzione, collaborazione, anche occasionale, o tirocinio/apprendistato, qualora aveste bisogno di una figura professionale come la mia.
Tengo a precisare che non sono un fisioterapista, ma possiedo delle conoscenze di base che mi permettono un vasto campo d'azione. In pratica il mio ruolo è trattare, tramite kinesiterapia e idrokinesiterapia, tutti i soggetti che traggono beneficio dal movimento terapeutico, includendo in questa fascia infartuati, diabetici, ipertesi, soggetti con osteoporosi e anziani in genere, paramorfismi e dismorfismi, sindrome di Down, post-traumatizzati, epilettici per fare alcuni esempi. Ho competenze in ambito sportivo come istruttore, preparatore atletico/allenatore, direttore sportivo, ecc.
Nonostante non abbia molta esperienza in ambito lavorativo, se non il tirocinio universitario, alcune collaborazioni con palestre, e l'esperienza personale decennale in ambito sportivo, sopratutto ciclistico, sono in grado di svolgere al meglio il mio lavoro. Sono comunque disposto ad imparare, adeguandomi al vostro metodo terapeutico e garantendo la massima serietà ed impegno.
Sono disponibile per un colloquio telefonico o di presenza, qualora lo riterrete opportuno.
Nella speranza che vorrete considerare favorevolmente la mia candidatura, porgo distinti saluti."

Ma questo Laureato è un carnefice o una vittima? Questo è il dramma della follia.
Ma come avrò fatto a lavorare fino ad oggi senza un ciclista in studio?

Dott. Giuseppe Cultrera
Fisioterapista