In questi giorni la delicata materia delle "terapie non convenzionali" è tornata nuovamente all'attenzione della politica nazionale. Il 9 marzo scadevano infatti i termini per la presentazione degli emendamenti alla Camera dei deputati al "Testo unificato elaborato dal relatore on. Lucchese adottato come testo base", relativo al "Riconoscimento delle medicine e delle pratiche non convenzionali". Va ricordato che da oltre 18 mesi un'apposita sotto-commissione (Comitato dei nove) della XII Commissione (Affari sociali) della Camera sta cercando di riunire in un unico testo le diverse proposte di legge, che mirano al riconoscimento e alla regolamentazione del settore, presentate da autorevoli parlamentari esponenti della maggioranza di governo e dell'opposizione, che hanno dimostrato un particolare interesse per la materia.

Già il 29 gennaio 2003 durante un'audizione alla Camera, L'Aifi aveva presentato ai referenti istituzionali un documento di intenti sulla materia, consapevole che la professione sanitaria del fisioterapista costituisce una figura di sicuro riferimento anche nell'ambito delle terapie e delle pratiche non convenzionali. Da tempo i fisioterapisti hanno sviluppato un interesse per la materia, e hanno approfondito le proprie conoscenze attraverso una formazione specifica in tutte quelle terapie e pratiche non convenzionali ritenute opportune nell'integrazione dei programmi di trattamento. Successivamente le posizioni sono state ribadite anche in incontri pubblici presso le sedi parlamentari, fino ad arrivare alcuni giorni fa all'inoltro di un documento di osservazioni e proposte di emendamenti (pubblicato di seguito), che riguarda in particolare alcuni articoli del testo unificato.

Siamo soltanto all'inizio dell'iter parlamentare ma l'Aifi, rilevando che l'assenza di un adeguato ordinamento giuridico rende sempre più consistente il rischio per la popolazione di finire in balia di praticoni e ciarlatani, con indubbi pericoli per la salute pubblica, ritiene ormai improcrastinabile una regolamentazione nazionale del settore. Tale disciplina, definendo quantomeno per vie generali gli ambiti delle materie e i professionisti abilitati al loro esercizio, deve permettere ai cittadini una reale, trasparente, garantita e consapevole possibilità di scelta. Per questi motivi l'Aifi intende essere presente, impegnandosi a fornire il proprio contributo operativo sia nell'attuale fase di elaborazione giuridica della regolamentazione del settore, sia nell'attività di ricerca auspicata dallo stesso Parlamento europeo.