Fisioterapisti Senza Frontiere (FSF) indice la quarta edizione del premio per Fisioterapisti che abbiano approfondito un tema riabilitativo in un territorio nei sud del mondo.

La novità di questo premio riguarda la “distribuzione” dei 1000 euro: metà sarà assegnata all’autore della tesi, l’altra metà verrà consegnata ad un’organizzazione che lavora nell’ambito della cooperazione internazionale in ambito fisioterapico.

“Metà, quindi, verrà speso nel nord del mondo e l’altra metà nel sud a dimostrazione che nell’oggi nord e sud sono un tutt’uno” come ben affermato da Serena Pizzato, presidente FSF, nella presentazione del Concorso.

I candidati che potranno accedere a detto concorso sono fisioterapisti che abbiano discusso la tesi di laurea negli anni accademici compresi fra il 2011 – 2012 e il 2014 – 2015.

Copia delle tesi dovrà essere inviata in formato .pdf entro il 7 febbraio 2016 all’indirizzo:

martinelli.fisioterapista@gmail.com

L’invio della tesi (comprensiva sia di abstract che di full text) dovrà essere accompagnata dai dati anagrafici (indirizzo civico, e-mail e numero telefonico) del concorrente per eventuali richieste di ottimizzazione della documentazione.

Un’apposita commissione, composta da rappresentanti di Fisioterapisti senza Frontiere, di AIFI, di alcune ONG e dell’Università, valuterà i lavori pervenuti e invierà comunicazione ai partecipanti relativamente ai vincitori.

La premiazione si terrà sabato 9 aprile 2016 a Roma in occasione della premiazione del Concorso Nazionale Miglior Tesi indetto da AIFI, SIF e SIFIR.

All’interno di tale evento le tesi pervenute potranno essere esposte sotto forma di poster, oltre che essere inserite nel sito di FSF, a disposizione di altri colleghi.

Una grande occasioni, quindi, per riflettere sul tema della fisioterapia e della riabilitazione nei paesi in via di sviluppo che è stato anche focus del recente Congresso Internazionale della WCPT di Singapore. “Le grande migrazioni – prosegue Serena Pizzato – mescolano tutto ed i sud – periferie desolate e degradate – sono presenti nelle città del nord del mondo mentre i quartieri di vetrocemento per la speculazione finanziaria sono ovunque nelle capitali dei paesi poveri. Sino a qualche anno fa l’obiettivo del premio era tenere alta, anche come professionisti, l’attenzione solo ai “Paesi in Via di Sviluppo” e alle problematiche di salute della loro popolazione; oggi l”biettivo è in parte cambiato cercando di abitare la complessità della storia.

Insomma, il premio conserva una valenza di stimolo ad interessarsi a luoghi lontani e vicini, valorizzando i lavori dei professionisti che vi dedicano tempo e studio e, al contempo, vuole dare un contributo diretto a un progetto oltremare in grado di dare speranza alle persone utenti della riabilitazione e al personale che è ben contento di “rimanere a casa propria ad operare”.

Una goccia nel mare a favore non di situazioni di emergenza, per cui ben altre cifre necessiterebbero, ma di situazioni “ordinarie” ove la dignità nella povertà è di casa ma anche la riabilitazione su base comunitaria con materiali poveri, semplici, umili. Come il premio, del resto.

Per ulteriori informazioni visita il sito www.fisioterapistisenzafrontiere.org