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Direttore Responsabile:
Mauro Tavarnelli

Comitato di redazione:
Mauro Tavarnelli
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Coordinamento redazionale e curatela editoriale:
Ufficio stampa AIFI / Agenzia Dire

Ce l’abbiamo fatta: l’Ordine è realtà

Quando nel 1984 iniziai gli studi nel campo della fisioterapia, sentivo già dire che combattere l’abusivismo per migliorare le condizioni della profes-sione e quindi la sicurezza delle cure fisioterapi che ai cittadini sarebbe stato possibile solo con l’Ordine professionale.
Negli anni a seguire più volte siamo stati vicini ad avere l’Ordine, in particolare con le leggi 42/1999 e 43/2006, ma una politica troppo poco coraggiosa ha impedito di raggiungere l’obiettivo.
Pazienza, capacità propositiva, perseveranza e tante altre qualità messe in campo dalla nostra associazione, tra cui disponibilità alla mediazione e professionalità dimostrata, ci hanno permesso di arrivare finalmente a questo storico obiettivo con la legge 3/2018: come AIFI siamo sempre stati tra gli attori principali di questo percorso e ora affermiamo in pieno e con forza il ruolo svolto e la valenza incredibile del risultato ottenuto!!
L’approvazione definitiva del ddl Lorenzin, lo scorso 22 dicembre (all’interno della rivista troverete un utile riassunto delle tappe che ci hanno portato all’attuale situazione, cominciando dall’iter avviato il 12 marzo 2014), ha dato infatti inizio a un lento ma inesorabile processo di cambiamento e sviluppo che la nostra professione attendeva da circa venti anni: di fatto oltre all’istituzione dell’ “Ordine delle professioni dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione”, che unisce sotto lo stesso tetto 19 delle 22 professioni sanitarie esistenti, con la legge è stata aperta la strada per la costituzione dell’Ordine proprio dei fisioterapisti. Si tratta di una enorme sfida, che accettiamo volentieri, per tutti noi che fin dal primo momento ci siamo subito messi al lavoro per farci trovare pronti alla rivoluzione dei prossimi anni.
Il primo passo ci vedrà impegnati in quella che più volte ho definito la ‘start up’ dell’inedito ordine multialbo, cioè un percorso di transizione che dovrà gestire la profonda trasformazione di un ente ordinistico mono albo, quello dei tecnici sanitari di radiologia medica, in un ente pluri albo che avrà al proprio interno diciannove albi professionali costituiti, tra cui l’albo dei fisioterapisti che al raggiungimento dei 50.000 esercenti potrà avviare la procedura per la trasformazione in Ordine dei Fisioterapisti.
A questo, non dimentichiamolo, andrà affiancato il progetto di cambiamento e sviluppo della professione con la domanda di accreditamento di AIFI nell’elenco delle Associazioni tecnico-scientifiche. Proprio a questo proposito, la macchina logistico-organizzativa dell’Associazione si è subito adoperata per la convocazione in tempi brevi del Congresso straordinario di Milano, andato in scena lo scorso febbraio.
È in questa sede che abbiamo riunito i nostri delegati nazionali per dare il via libera alle modifiche dello Statuto necessarie dopo le novità introdotte con la legge Gelli-Bianco.
A dimostrazione che siamo di fronte a un passaggio epocale per la professione e per tutto il sistema salute sono le numerosissime richieste di chiarimenti che abbiamo ricevuto negli ultimi mesi o che ci sono state rivolte nei vari incontri pubblici cui abbiamo partecipato, da ultimo il salone di Exposanità a Bologna. Anche in questa occasione riteniamo fondamentale continuare a svolgere la nostra funzione di orientamento, informazione e indirizzo per tutti i soci e in seconda battuta per chiunque fosse interessato alla questione: AIFI, infatti, rimane l’unica Associazione rappresentativa dei fisioterapisti (istituita con decreto ministeriale) e continuerà l’azione istituzionale e politica a tutela e promozione della professione: tutto ciò alla luce della Legge 3/2018 e dei decreti attuativi, grazie a cui andremo avanti a svolgere sia un ruolo di supporto agli Ordini sia quello di Associazione rappresentativa fino a ottobre 2019.
Per tutto quanto sopra è assolutamente necessario che l’AIFI trovi sempre maggiore supporto associativo, costituito non solo da elementi con esperienza ma anche da forze fresche e portatrici dell’entusiasmo del cambiamento verso un ordine moderno che si differenzi per capacità di saper stare al passo con i tempi e stabilire un vero rapporto di fiducia e collaborazione con i cittadini e con le istituzioni. Non dobbiamo perdere l’occasione: solo con il costante impegno diretto di tutti i dirigenti a livello nazionale e regionale, con il sostegno e la partecipazione attiva di ogni singolo socio, l’Associazione avrà tutte le carte in regola e la forza per sostenere il processo di cambiamento.
Tutta la storia di AIFI, iniziata nel 1959 e fatta di quanto costruito con abnegazione da migliaia di colleghe e colleghi a cui va oggi tutto il nostro più grande riconoscimento senza distinzione per i ruoli svolti, resterà per sempre patrimonio della nostra professione e sarà terreno fertile e motore propulsivo per l’ordine professionale e anche per l’associazione tecnico-scientifica, mantenendo il nostro ruolo primario nello sviluppo del settore scientifico e culturale.

Mauro Tavarnelli

 

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