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Un altro passo avanti

Ci sono momenti in cui senti che gli sforzi fatti vengono premiati: questo è uno di quelli. Ovviamente non parlo solo dei miei ma soprattutto di quelli che fanno tutti coloro che lavorano quotidianamente nella nostra associazione con grande dedizione, quando necessario togliendo
tempo alla propria attività professionale e agli interessi personali, con la speranza che i risultati ripaghino tale impegno. L’approvazione alla Camera del Ddl 3868, meglio conosciuto come ‘Lorenzin’, e il grande successo dei due Congressi di ottobre, scientifico ed elettivo, rappresentano sicuramente un grande passo in avanti per la professione tutta ma anche un grande riconoscimento per il prezioso lavoro portato avanti da molti colleghi.
Inizio dal Ddl Lorenzin: chi può disconoscere che l’avere riportato l’istituzione delle nuove professioni sanitarie nell’alveo di quello che la Legge 43/2006 sanciva già da 10 anni rappresenti un grande successo dell’AIFI? A chi si deve altrimenti quel lavoro di costante sensibilizzazione delle forze politiche di governo e non, senza cui i componenti della commissione Affari sociali, ai quali comunque va tutto il nostro ringraziamento per la visione politica dimostrata, probabilmente non avrebbero modificato il testo del Senato ristabilendo la legalità, e quindi l’interesse del bene comune, reinserendo il parere del Consiglio Superiore di Sanità e confermando l’impossibilità della parcellizzazione delle professioni sanitarie già esistenti e della sovrapposizione con i profili delle stesse? Sicuramente i meriti di questa ‘battaglia di civiltà’ non possono essere assegnati a coloro che si sono disinteressati della questione definendola più o meno apertamente “un problema dei fisioterapisti”, come se il richiamo alla legalità portato avanti dal primo minuto dalla nostra associazione e da pochissimi altri non fosse un interesse superiore e collettivo ma un’istanza corporativa. Bene, a coloro che oggi affermano che il Parlamento intero si è piegato agli interessi della lobby dei fisioterapisti, possiamo ora rispondere con grande convinzione: avete torto perché i fatti dimostrano che noi dall’inizio avevamo ragione!

Ora non bisogna abbassare la guardia perché per mantenere l’attuale impianto e ottenere lo storico risultato degli ordini professionali manca ancora il passaggio al Senato, con la legislatura che volge ormai al termine. Ma il secondo motivo che ancora di più conferma il grande lavoro svolto da tutti i livelli associativi, a cui rivolgo un ringraziamento speciale e veramente sentito, è rappresentato dal grande successo ottenuto dai Congressi associativi appena conclusi. In ordine cronologico di svolgimento il Congresso scientifico ha sancito l’ottimo livello che la Fisioterapia ha raggiunto e l’importanza che assumono sempre di più i GIS-AIFI (Gruppi di Interesse Specialistico) e la collaborazione con le altre società scientifiche che hanno collaborato alla realizzazione di quello che non a caso abbiamo definito “expo della Fisioterapia”.
La maturità poi dimostrata dal Congresso politico-elettivo svoltosi nei giorni successivi ha segnato un ulteriore passo in avanti della nostra associazione verso l’assoluta rappresentatività della professione: la qualità dei lavori, la visione prospettica degli obiettivi individuati per il prossimo triennio e la standing ovation per la conferma del mio secondo mandato come presidente non rappresentano il successo di una persona ma quello di tutti coloro che hanno permesso questo con il proprio continuo impegno.
La consapevolezza della forza espressa dalle tante persone presenti e dalla loro voglia e capacità di migliorare mi dà la certezza che nei prossimi 3 anni raggiungeremo ancora altri importanti obiettivi. Per questo sono fiero di rappresentare la nostra professione e vi ringrazio tutti con enorme riconoscenza!

Mauro Tavarnelli

 

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