DEFINIRE LA MODERNA RIABILITAZIONE POLMONARE

Con l'occasione di augurare a tutti i soci una felice estate, terminiamo quest'anno lavorativo proponendovi questo breve report del workshop dell' American Thoracix Society sulla Riabilitazione respiratoria, che è stata e continuerà ad essere fondamentale in questo periodo pandemico. Un articolo molto interessante anche in vista della Giornata Mondiale della Fisioterapia, che avrà come tema principale quello del Long Covid.

Durante il congresso internazionale recentemente tenuto dallAmerican Thoracic Society (ATS) è stato svolto un workshop con l’obiettivo di dare una definizione alla moderna Riabilitazione Polmonare (RP). Gli obiettivi del workshop ATS sono stati di raggiungere un consenso sulle componenti essenziali della RP, fornire un contesto per supportare l’adozione di nuovi modelli di RP basati su prove di efficacia e identificare requisiti pratici per l’implementazione di successo dei nuovi modelli.

La RP rimane fondamentale per i pazienti con patologia polmonare cronica e la sua efficacia è supportata da evidenze di livello 1 in termini di aumento della capacità d’esercizio, diminuzione della dispnea, miglioramento della qualità della vita e riduzione dei ricoveri ospedalieri nei pazienti con BroncoPneumopatia Cronico Ostruttiva (BPCO). Ad oggi, però, la RP rimane sottoutilizzata in tutto il mondo e la stessa ATS ha precedentemente sottolineato la necessità di sviluppare nuovi modelli con l’obiettivo di ridurre le barriere in termini di accessibilità, accettazione e completamento dei programmi. Questa necessità si è mostrata particolarmente evidente durante la pandemia COVID-19, data la chiusura dei programmi di RP per ridurre la diffusione del virus.

Al fine di soddisfare questa necessità, 100 esperti sono stati invitati a prendere parte a uno studio Delphi prima del workshop e gli è stato chiesto di valutare l’importanza di una serie di aspetti della RP. La commissione del processo Delphi, quindi, ha concordato sul fatto che le componenti fondamentali della RP debbano essere interventi consolidati e con forti prove di efficacia alle spalle. Come risultato, sono stati individuati 13 componenti fondamentali della RP riguardanti la valutazione del paziente, il contenuto del programma, il modo in cui il programma viene erogato e il controllo della qualità. Nello specifico, la valutazione del paziente deve essere eseguita da un professionista sanitario e deve comprendere un test da sforzo, un test da campo, la misurazione della qualità della vita, la valutazione della dispnea, la valutazione dello stato nutrizionale e dello stato occupazionale. Le componenti del programma devono comprendere l’allenamento alla resistenza e alla forza e devono essere prescritte e adattate in termini di progressione in modo individuale da un professionista sanitario con esperienza. Infine, i professionisti sanitari devono essere formati nella somministrazione delle componenti nel modello che si sta utilizzando. A queste componenti fondamentali, si dovrebbero aggiungere delle componenti desiderabili (visionabili all’interno dell’articolo completo). La stessa commissione ha ritenuto che in tutti i programmi di RP debbano essere inserite le componenti fondamentali a prescindere dal modello utilizzato e che a queste debbano essere aggiunte le componenti desiderabili in base ai bisogni individuali del paziente, alle risorse locali e al tipo di sistema sanitario.

La direzione futura della ricerca sulla RP dovrebbe, quindi, focalizzarsi sullo sviluppo e l’implementazione di modelli diversi da quelli “center-based” assicurandone l’efficacia. In aggiunta, questi modelli necessitano di solidi processi di controllo della qualità al fine di assicurare che i benefici consolidati della RP siano ottenuti consistentemente dai pazienti con patologia polmonare cronica.

Per concludere, il successo dei modelli emergenti di RP sarà maggiormente basato sulla presenza delle componenti fondamentali descritte precedentemente e sul raggiungimento dei risultati da parte dei pazienti in termini di aumento della capacità d’esercizio, diminuzione della dispnea, miglioramento della qualità della vita e riduzione dei ricoveri ospedalieri.

Link all’articolo completo:

https://www.atsjournals.org/doi/pdf/10.1513/AnnalsATS.202102-146ST

 

 

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