Fisioterapista di formazione, con dottorato di ricerca in Bioingegneria, dal 2021 ricopre il ruolo di Professore Associato presso il Dipartimento di Fisiopatologia Medico-Chirurgica e dei Trapianti dell’Università degli Studi di Milano. Coordina le attività di ricerca del Laboratorio LaRiCE di Fondazione Don Gnocchi. La sua attività scientifica si sviluppa all’interfaccia tra neuroriabilitazione clinica, analisi del movimento e neuroscienze traslazionali, con particolare attenzione a sclerosi multipla. Ha studiato cammino, equilibrio, funzione dell’arto superiore, disturbi della voce e partecipazione, integrando valutazioni cliniche, misure quantitative e tecnologie riabilitative. Le attività più recenti riguardano le neuroscienze in riabilitazione con particolare attenzione alla qualità del movimento e l’attività cerebrale prima, durante e dopo il trattamento allo scopo di comprendere i meccanismi di recupero motorio e favorire interventi più precisi e personalizzati. Ha coordinato e partecipato a progetti finanziati da FISM, Ministero della Salute, Horizon 2020 e programmi regionali. La produzione scientifica comprende 164 pubblicazioni e h-index di 36.
Interferenza cognitivo-motoria: una risorsa per il trattamento neuromotorio
L’interferenza cognitivo-motoria rappresenta una prospettiva particolarmente utile per comprendere come il sistema nervoso integri informazioni sensoriali, motorie e cognitive per pianificare, controllare e adattare l’esecuzione di compiti complessi. Nella vita quotidiana, infatti, il movimento raramente avviene in modo isolato: camminare, mantenere l’equilibrio, manipolare oggetti o svolgere attività funzionali richiede spesso la contemporanea gestione di attenzione, memoria di lavoro, pianificazione, selezione della risposta e adattamento al contesto. La relazione approfondirà il ruolo della cognizione nell’apprendimento e nel controllo motorio, con particolare attenzione ai processi predittivi che permettono di anticipare le conseguenze dell’azione, correggere l’errore e migliorare progressivamente la qualità del movimento.
Saranno discusse evidenze provenienti da studi che utilizzano strumenti innovativi, per analizzare il coinvolgimento della corteccia prefrontale durante attività riabilitative ed esercizi motori a diverso livello di complessità. Questi studi mostrano come gli interventi riabilitativi non sollecitino esclusivamente i sistemi motori, ma coinvolgano in modo rilevante anche aree cerebrali implicate nella pianificazione, nell’attenzione, nell’adattamento e nella velocità di processazione delle informazioni. Attraverso esempi di ricerca, verrà illustrato come differenti tipologie di esercizio e di feedback possano modulare l’attività corticale e favorire strategie di apprendimento più efficaci. In questa prospettiva, il trattamento motorio ad alto carico cognitivo può diventare non solo uno strumento per migliorare la performance motoria, ma anche una risorsa per stimolare funzioni cognitive rilevanti per l’autonomia, la partecipazione e il recupero funzionale della persona con disturbi neurologici.
