Il “gigante tra i giganti” ci ha lasciati il 13 maggio 2015 e tutto il mondo lo ha ricordato (1-13). Un uomo che ha illuminato e ispirato la nascita del Gruppo Italiano per la Medicina Basata sulle Evidenze, la costituzione della Fondazione GIMBE.

Riportiamo dal sito www.evidence.it la sua ultima lettera agli amici. Una bella testimonianza culminante con la frase “Mi sono assicurato l’immortalità grazie ai continui successi dei giovani ai quali ho fatto da mentore”.

Una vita la cui ricchezza è il successo professionale di coloro di cui cui si ha avuto cura è una vita professionale degna di essere stata vissuta. 

 

Caro Nino, è arrivato il momento di aggiornare i miei più cari amici.

Dopo la diagnosi di carcinoma del colon di 6 anni fa, ho sviluppato un colangiocarcinoma che, nonostante sia una variante poco aggressiva, è già metastatizzato nella vena porta e ha ostruito il dotto biliare comune, determinando — come da manuale — un prurito da ittero ostruttivo. Anche se la TAC non ha mostrato progressioni negli ultimi tre mesi, la presenza di metastasi mi lascia una aspettativa di vita da due anni a meno di un anno.

I miei ex studenti e specializzandi (uno dei più giovani abita accanto a casa mia e un altro è un ex partecipante a un workshop Trout) e il nostro medico di famiglia stanno facendo il massimo per assistermi al meglio, posizionando e riposizionando, quando necessario, uno stent per favorire il deflusso biliare.

Ho recuperato, di norma non sono itterico (e in tal caso mi inseriscono lo stent) e sto abbastanza bene. Ogni pomeriggio porto il cane a passeggio e mangio quello che voglio. Leggo molto, ogni tanto scrivo (continuo la stesura di “Clinician-Trialist Rounds” con alcuni co-autori), tengo qualche relazione, faccio da mentore e revisore per i colleghi e mi godo con Barbara la nostra casetta (che sfoggia una nuova cucina) e il nostro paradisiaco Irish Lake. Le mie condizioni di salute mi offrono una scusa perfetta per assecondare la mia avversione crescente per i viaggi aerei. Ce ne restiamo a casa nostra.

Uno dei vantaggi del mio precedente tumore al colon è che ha permesso a me e a Barbara di riflettere precocemente sugli obiettivi terapeutici. Siamo diventati bravi a valutare benefici e rischi dei vari trattamenti (chirurgia, chemioterapia, radioterapia) e abbiamo concluso che in quel momento la terapia medica era preferibile a quella chirurgica. Ora che ho raggiunto gli 80 anni, valutate le opzioni terapeutiche del nuovo tumore, abbiamo deciso che il mio obiettivo primario è la qualità della vita.

Tutto ciò è reso più semplice dalla nostra felicità e dalle soddisfazioni che la vita ci ha dato. Innanzitutto i nostri ragazzi sono persone fantastiche, indipendenti e felici: siamo passati da un amore genitoriale allo stravedere per loro. Inoltre, sono assolutamente soddisfatto di tutto ciò che ho realizzato nella mia carriera, ho avuto molte più esperienze e opportunità di quanto potessi mai immaginare, lavorando con colleghi brillanti, stimolanti, affettuosi e amanti del divertimento come te.

Mi sono assicurato l’immortalità grazie ai continui successi dei giovani ai quali ho fatto da mentore.

Non ho più nulla di cui lamentarmi, sono in pace con me stesso.

Ti abbraccio affettuosamente,
Dave

FONTE: www.evidence.it