IL GAZZETTINO

Mercoledì, 2 Luglio 2003

Coordinamento per le professioni sanitarie

L'evoluzione recente del quadro normativo, giuridico e formativo che ha investito le professioni sanitarie, ha portato anche le loro rappresentanze ad un nuovo ruolo e a nuove responsabilità nei confronti delle Istituzioni e del mondo dell'utenza.

Le leggi ottenute a livello nazionale hanno aumentato la dignità professionale passando attraverso il profilo professionale che traccia in modo corretto le competenze per ogni figura professionale, il conseguente riconoscimento giuridico di professione sanitaria, che si forma attraverso corsi universitari di laurea di base e specialistica.

Particolare importanza ha rivestito inoltre l'approvazione della Legge 42/99 in rapporto tra l'altro alla definizione del campo di attività di ogni professionista (profilo professionale, codice deontologico, formazione unica universitaria) e il riconoscimento dell'autonomia professionale (abolizione della definizione di "professione sanitaria ausiliaria"), inoltre con la Legge 10 agosto 2000 n. 251 che, riprendendo i contenuti della 42/99, si definiscono: l'autonomia e i ruoli delle professioni sanitarie, la necessità di collocare ogni figura professionale in una fra le aree infermieristica, tecnico-sanitaria, della riabilitazione e della prevenzione, ed infine la nuova figura del dirigente di area alla pari con gli altri ruoli dirigenziali della sanità pubblica.

Il rapido susseguirsi di questi avvenimenti ha visto anche l'istituzione e l'avvio del sistema nazionale per l'educazione continua in medicina (Ecm). Nelle norme citate trova sempre maggiore spazio il ruolo di Ordini, Collegi e associazioni professionali quali interlocutori riconosciuti dalle istituzioni. In particolare a livello nazionale le associazioni professionali interessate, hanno da tempo attivato iniziative in sinergia riguardo questioni di comune interesse quali l'istituzione dell'Albo per le professioni non ancora riconosciute e il ruolo delle professioni all'interno della Commissione Ecm.

La delibera di giunta regionale, riguardante l'istituzione del sistema per l'Ecm nel Friuli Venezia Giulia, è un altro tassello che si aggiunge e dà peso localmente anche alle professioni sanitarie non regolamentate. Infatti il 15 aprile 2003 è stato deliberato un documento riguardante l'organizzazione dell'educazione continua in medicina in regione. La delibera prevede fra l'altro l'istituzione di una Consulta costituita dagli Ordini, Collegi e associazioni professionali quale organo rappresentativo delle varie categorie professionali. Ruolo della Consulta sarà quello di analizzare i fabbisogni formativi, collaborare con la commissione regionale Ecm, fornire pareri, suggerimenti, valutazioni. Ma non basta: recependo le osservazioni che le associazioni professionali non regolamentate avevano fatto pervenire in fase di discussione della delibera, la giunta ha attribuito a queste ultime gli stessi compiti precedentemente assegnati solo ad Ordini e Collegi (certificazione dei crediti formativi, creazione di una anagrafe di tali crediti, attività di provider per quanto attiene questioni deontologiche, etiche, monitoraggio dei progetti formativi, verifica e valutazione degli eventi formativi).

La stessa delibera prevede infine l'istituzione di un "Osservatorio delle professionalità" che avrà fra l'altro l'obiettivo di analizzare il patrimonio professionale del servizio sanitario regionale e individuare il fabbisogno di professionisti necessari alla gestione della sanità locale. Anche in Friuli Venezia Giulia si conferma quindi la necessità di un importante impegno da parte di tutti i diretti interessati.

Per questi motivi alcuni rappresentanti delle varie categorie professionali, si sono riuniti per fare il punto della situazione ed essere propositivi nei confronti dei colleghi finora rappresentati e la Regione. È stato pertanto costituito un "Coordinamento regionale delle professioni sanitarie non regolamentate" con l'obiettivo di raccogliere tutte le rappresentanze delle categorie professionali attualmente non riconosciute in Ordini e Collegi, attivare forme di collaborazione con le rappresentanze delle professioni regolamentate e con le istituzioni nell'ottica di lavorare in sinergia e in coordinamento continuo rispetto alle problematiche attualmente in discussione e alle eventuali future necessità locali.

Giorgio Sirotti, Marina Armellini, Susanna D'Agostini, Eugenia Placentino, Stefano Zanette, Daniele Nigris, Nicola Cannarsa, Maurizio Paiero

(Aifi, Andid, Aitn, Anupi, Antel)