AIFI sostiene chi, professionista od organizzazione sanitaria, dimostri con coraggio ed onestà intellettuale di voler contribuire al miglioramento del sistema salute, riconoscendo competenze, responsabilità e autonomie professionali per contribuire alla realizzazione di un sistema evoluto e maturo nel quale ciascuno possa fare la propria parte e non esistano posizioni di supremazia di un professionista sull’altro.

Allo stesso modo considera anacronistici e inaccettabili i tentativi di chi, invocando una presunta superiorità professionale, ricorre ad azioni evidentemente intimidatorie per contrapporsi ad un processo inevitabile e necessario.

Per questo motivo i Fisioterapisti italiani aderiscono all’appello promosso dall’Associazione Gino Tosolini e invitiamo a sottoscrivere la lettera di solidarietà con i medici del 118 di Bologna, Piacenza e Modena all’indirizzo http://appelloweb.it/  e chiedere ad altri di fare altrettanto.

 

APPELLO DELL’ASSOCIAZIONE “GINO TOSOLINI” CONTRO LA SOSPENSIONE DEI MEDICI BOLOGNESI

Cari soci e simpatizzanti,

la sospensione dei colleghi di Bologna decretata dall’Ordine dei medici costituisce un delicato precedente, riporta al centro del dibattito i rapporti fra le professioni operanti in Sanità ed il ruolo dell’Ordine stesso.

Il solo fatto di aver definito in un protocollo operativo chiari ambiti di intervento autonomo da parte di altri professionisti su alcuni aspetti della attività assistenziale è stato ritenuto meritevole di una presa di posizione di tipo disciplinare. 

Questo tipo di scelta rischia di rendere ancora più infuocata la contrapposizione che si è instaurata negli ultimi mesi, sull’articolo 566, fra rappresentanti della professione medica ed infermieristica: una tensione che non ha alcun riscontro nella vita lavorativa quotidiana dove – di regola – le diverse professioni convivono nel rispetto reciproco, prendendo atto dell’evoluzione delle competenze avvenuta in questi anni.

Rivendicare che il medico è l’unica figura che può avere un ruolo direzionale ed a cui sarebbero affidate tutte le diagnosi e le prescrizioni a fini preventivi, terapeutici e riabilitativi significa negare l’evidenza della crescita delle professionalità “non mediche” ed – ancor di più – ignorare quello che avviene in altri paesi del mondo: basterebbe pensare al ruolo ed agli ambiti di intervento dei “paramedics” negli USA o a quello degli infermieri in Gran Bretagna nella gestione delle “urgenze minori” (MIU minor injuries units, nurses led)  per chiudersi in una posizione di “principio” che ruota attorno ad una definizione di “atto medico”di per sé non facile, ma i cui confini sono inevitabilmente sfumati.

Per altro anche il sollevare questioni di “dominanza culturale” – come è stato fatto da importanti rappresentanti della professione infermieristica  non contribuisce a rasserenare un dibattito già troppo fuorviante.

Resistere ad un cambiamento già avvenuto non ha alcun senso: meglio sarebbe lavorare al fine di rimuovere gli ostacoli che impediscono a  diversi professionisti di assumersi responsabilità  nella pratica quotidiana.

La Associazione Gino Tosolini sollecita una presa di posizione a sostegno dei medici sospesi dall’Ordine di Bologna, ma più in generale invita gli Ordini a riportare il dibattito sul terreno del confronto di idee evitando scontri “ideologici” ed atti amministrativi poco condivisibili dalla gran parte degli iscritti.

Per tali motivi il direttivo dell’Associazione invita soci e simpatizzanti a sottoscrivere la lettera di solidarietà con i medici del 118 di Bologna, Piacenza e Modena al seguente indirizzo  http://appelloweb.it/

Cordiali saluti 

Il Presidente

Nicola D’Andrea

http://ginotosolini.net/

Associazione Gino Tosolini

Via P. Sticotti, 1

Trieste