Pubblicato dal Ministero della Salute il documento finale del gruppo di lavoro che aveva l’obiettivo di chiarire le competenze del Laureato in Scienze Motorie riguardo la c.d. “Attività Fisica Adattata”.

Ribadito il concetto che l’attività fisica è necessaria per tutti, il documento si concentra sulle modalità per garantire la giusta dose di movimento anche per quelle categorie di soggetti “fragili”, come persone anziane e con diverse abilità.
Il documento, da consultare in allegato, indica i limiti per l’accesso all’ Attività Fisica Adattata e stabilisce che le Regioni, nel dare l’avvio a programmi di Attività Fisica Adattata, dovranno indicare ai Cittadini quale sia l’offerta riabilitativa nelle varie fasi (acuta, post-acuta, cronica, di mantenimento), evidenziando che l’Attività Fisica Adattata non sostituisce in alcun modo la Fisioterapia e tanto meno qualsiasi intervento riabilitativo.

Attività Fisica Adattata
Persone con morbo di Parkinson, malattie demielinizzanti, esiti di ictus e di interventi chirurgici recenti potranno essere indirizzate all’ Attività Fisica Adattata solo entro certi criteri ed a stabilità clinica e riabilitativa accertate e documentate.
I costi dei programmi di Attività Fisica Adattata dovranno essere a carico del Cittadino, in quanto attività non sanitaria ed alle persone potrà essere consigliata dal Medico l’attività fisica al pari degli altri consigli per stili di vita salutari.
Il documento, nel chiarire anche che l’esercizio fisico a scopo terapeutico è prerogativa del Fisioterapista, ribadisce che in Fisioterapia il movimento come terapia è stato codificato in attività come la rieducazione funzionale e quella posturale.
“AIFI è stata chiamata a dare il proprio contributo” aggiunge il presidente nazionale Antonio Bortone “e ci aspettiamo che il Ministro indichi ora quale percorso seguire per tradurre il documento in atto normativo. Confidiamo inoltre che questo documento contribuisca a correggere da una parte alcune sperimentazioni di Attività Fisica Adattata già iniziate e che, alla luce di quanto prescritto, dovranno essere modificate e, dall’altra, il concetto che l’attività fisica possa essere considerata una cura. Il movimento è proprio di ogni essere umano, non va medicalizzato. A questo punto, coloro che confonderanno questi diversi tipi d’intervento, effettueranno un’azione inappropriata nonché rischiosa per la salute delle Persone, finendo anche per cadere nell’esercizio abusivo di professione sanitaria”.

Documento finale scienze motorie fisioterapisti firmato anche da CAPDI

Il Comunicato Stampa del Ministero

Ministero della Salute

COMUNICATO STAMPA n. 19 26 gennaio 2013

MINISTRO BALDUZZI SODDISFATTO PER INTESA RAGGIUNTA SU COMPETENZE FISIOTERAPISTI E LAUREATI SCIENZE MOTORIE

Ministero della Salute, Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, Regioni e rappresentanze professionali dei fisioterapisti e dei laureati in scienze motorie hanno raggiunto un’intesa definitiva sugli ambiti di competenza delle due professioni al fine di promuovere programmi di attività motoria, finalizzata al mantenimento dello stato di salute, individuando modalità di lavoro integrato, ma non sovrapponibile. L’accordo è stato sottoscritto al Tavolo tecnico di lavoro attivato presso il Ministero della Salute.

Scopo dell’intesa è quello di delineare meglio l’ambito di competenza professionale dei laureati in scienze motorie ed evidenziare le modalità di lavoro integrato per la salvaguardia della tutela della salute, avvalendosi dell’introduzione, nella programmazione nazionale e regionale, della sperimentazione della cosiddetta “AFA” (attività fisica adattata), attività che mira a ricondizionare lo stato di salute individuale al termine della riabilitazione, combattere l’ipomobilità, favorire la socializzazione e promuovere stili di vita più corretti. L’obiettivo, dunque, è promuovere l’attività motoria, sia per la prevenzione di problemi di salute che per il mantenimento di uno stato di salute accettabile. Nel farlo occorre però tenere conto dei bisogni di movimento delle diverse categorie di persone cosiddette “fragili”, che necessitano di un approccio più specifico rispetto all’attività motoria standard.

Il Ministro della Salute, prof. Renato Balduzzi, si dichiara soddisfatto per il raggiungimento dell’intesa: “Programmi di questo tipo devono essere sempre più presenti nei Piani sanitari regionali, perché abbiamo bisogno di intensificare la lotta alla sedentarietà e promuovere l’attività fisica attraverso lo sviluppo sul territorio di una rete di strutture per la ‘somministrazione-erogazione’ dell’attività fisica presso realtà specificamente attrezzate come palestre e centri sportivi pubblici e privati. Ringrazio i rappresentanti delle due professioni per l’impegno profuso e per aver saputo cogliere questa occasione per offrire ai cittadini un ulteriore strumento utile per la promozione di stili di vita salutari”.

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