Donne e ragazze nella scienza: AIFI annuncia le vincitrici del concorso “Early Career Researcher – Miglior Articolo Scientifico”

AIFI ha annunciato la graduatoria del concorso “Early Career Researcher – Miglior Articolo Scientifico”, promosso in occasione della Giornata Internazionale delle Donne e delle Ragazze nella Scienza con l’obiettivo di valorizzare il contributo delle ricercatrici nel campo della Fisioterapia.

AIFI ha annunciato la graduatoria del concorso “Early Career Researcher – Miglior Articolo Scientifico”, promosso in occasione della Giornata Internazionale delle Donne e delle Ragazze nella Scienza con l’obiettivo di valorizzare il contributo delle ricercatrici nel campo della Fisioterapia.

La commissione scientifica ha valutato gli articoli candidati sulla base di criteri di originalità, rigore metodologico, impatto clinico e qualità scientifica.

Le vincitrici

Il primo posto è stato assegnato a Giorgia Pregnolato con l’articolo “Muscle Synergy Analysis for Clinical Characterization of Upper Limb Motor Recovery After Stroke”. Giorgia Pregnolato, 34 anni, è fisioterapista e ricercatrice postdoc (Marie Skłodowska-Curie fellowship) presso il Research Ireland Centre Insight dell’University College Dublin, a Dublino. Il suo studio, pubblicato su Archives PM&R, esplora l’utilizzo delle sinergie muscolari per definire nuovi indici di recupero motorio nella riabilitazione dell’arto superiore nelle persone con diagnosi di ictus.

Il secondo posto è andato a Rebecca Cardini con l’articolo “Investigating Balance Perception and Balance Performance in Neurological Disorders for Targeted Rehabilitation Strategies”. Rebecca Cardini, 27 anni, è fisioterapista e ricercatrice presso il Laboratorio di Ricerca Cammino ed Equilibrio (LaRiCE) dell’IRCCS Fondazione Don Carlo Gnocchi di Milano. La ricerca approfondisce la relazione tra attività quotidiane, compiti di equilibrio e risorse posturali nelle persone con patologie neurologiche, proponendo un framework clinico per supportare percorsi riabilitativi più mirati e personalizzati.

Sulla base della graduatoria finale, AIFI assegnerà a Giorgia Pregnolato un Travel Grant comprensivo dell’esenzione totale dalla quota di iscrizione al VI International Scientific Congress AIFI e del pernottamento per una notte, mentre Rebecca Cardini assegna un Registration Grant con esenzione dalla quota congressuale. Le due vincitrici presenteranno il proprio articolo durante il Congresso AIFI 2026, in programma il 20 e 21 novembre ad Ancona.

 

Tutte le classificate

Tra le classificate, Martina Ballesio con l’articolo “Red flags to screen for tumours in patients with neck pain: A scoping review”. Martina Ballesio, 25 anni, è fisioterapista e studentessa di Biostatistica.La sua ricerca, nata da una collaborazione con l’Erasmus MC di Rotterdam, evidenzia frammentazione e scarsa qualità metodologica nel riportare i campanelli d’allarme per tumore nei pazienti con dolore cervicale. Lo studio sottolinea la necessità di standardizzare la raccolta anamnestica per migliorare l’identificazione precoce di patologie gravi. 

A lei si aggiunge Anna Boi con l’articolo “Measuring the Effects of the Commonest Exercise Programs on Subjective Fatigue in People with Multiple Sclerosis: A Randomized Effectiveness Trial”. Anna Boi, 27 anni, è fisioterapista e dottoranda in Neuroscienze presso l’Università di Sassari. Il randomized effectiveness trial ha evidenziato che, sebbene la superiorità di un programma di esercizio rispetto agli altri sia ancora da dimostrare, gli allenamenti aerobico e di forza sono emersi come importanti strumenti nella riduzione della severità e l’impatto della fatica da sclerosi multipla.

Classificata anche Alessandra Da Ros con l’articolo “A comparative evaluation of organizational models of physiotherapy through measures reported by patients”. Alessandra Da Ros, 31 anni, è fisioterapista e ricercatrice postdoc all’Università di Verona in Healthcare Management, costo-efficacia e HTA. Lo studio presentato evidenzia che, in pazienti sottoposti a chirurgia ortopedica, i modelli “fast-track” e tradizionali offrono esiti clinici equivalenti in termini di PROMs. Il fast-track, riducendo drasticamente la degenza, apre ad una migliore efficienza allocativa e sostenibilità per il sistema sanitario.

Con loro anche Giulia Fregna con l’articolo “Fatigue influences embodiment perception and motor performance in multiple sclerosis subjects: a cross-sectional immersive virtual reality study”. Giulia Fregna, 30 anni, è fisioterapista presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara, dove si occupa di clinica e ricerca in neuroriabilitazione.Lo studio si è posto l’obiettivo di indagare l’embodiment sperimentato da persone con sclerosi multipla e soggetti di controllo sottoposti ad una sessione di Realtà Virtuale Immersiva, analizzando quantitativamente i movimenti compiuti nell’interazione con il mondo virtuale, approfondendo l’effetto di variabili clinicamente rilevanti (fatigue) sui fenomeni osservati.

In classifica anche Silvia Giagio con l’articolo “Nearly half of 325 athletes reported pelvic floor symptoms: a cross-sectional study at the Lima 2024 World Athletics U20 Championships”. Silvia Giagio, 33 anni, è fisioterapista e ricercatrice post-doc presso l’Università di Bologna e il Montecatone Rehabilitation Institute di Imola, specializzata in salute del pavimento pelvico nello sport. Collabora inoltre con World Athletics. La ricerca condotta ai Mondiali U20 di atletica a Lima 2024 evidenzia un’alta prevalenza di sintomi da disfunzione del pavimento pelvico nei giovani atleti e sottolinea la necessità di un approccio proattivo, basato su prevenzione, screening precoce e presa in carico multidisciplinare. 

 

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