29 ottobre: Giornata Mondiale contro l’Ictus Cerebrale

Il 29 ottobre si celebra la Giornata Mondiale contro l’Ictus Cerebrale. tra le maggiori cause di disabilità nel nostro Paese con un’incidenza di circa 150.000 italiani colpiti da ictus ogni anno. L'approfondimento del GIS Neuroscienze e Fisioterapia Neurologica.

Il 29 ottobre si celebra la Giornata Mondiale contro l’Ictus Cerebrale.

Una giornata importante per fare il punto su una delle maggiori cause di disabilità nel nostro Paese con un’incidenza di circa 150.000 italiani colpiti da ictus ogni anno. Di questi, a circa metà vengono diagnosticate alterazioni funzionali e problemi di disabilità di varia entità che compromettono in modo importante l’autonomia della persona.

Qui il percorso fisioterapico assume un ruolo cruciale per limitarne le conseguenze, ridare autonomia e garantire “salute”.
Gli strumenti terapeutici e fisioterapici avanzati elaborati sulla base delle conoscenze sul funzionamento del sistema nervoso centrale messe a disposizione dalle neuroscienze in questi ultimi decenni si stanno dimostrando sempre più efficaci per facilitare il processo di recupero.
Sempre più evidenze sottolineano il ruolo chiave dell’esercizio fisioterapico cognitivo-motorio, anche attraverso l’uso di tecnologie avanzate e di neuro-modulazione, per attivare processi di ri-apprendimento del gesto motorio.
L’esercizio dispone di sempre più modalità di “dialogo” con il sistema nervoso centrale e di forti razionali neurofisiologici che permettono di spiegare il funzionamento e sostenere una possibile efficacia. Spesso gli esercizi terapeutici personalizzati e specifici per la complessità e diversità delle alterazioni del comportamento motorio rappresentano l’unica garanzia di reale facilitazione al percorso di recupero e di ripresa dell’autonomia della persona con ictus.

Il GIS Neuroscienze e Fisioterapia Neurologica è impegnato da sempre nella divulgazione e nella formazione in tale ambito per garantire rete con altri cultori dello stesso ambito specialistico e attivare o collaborare a percorsi di ricerca senza dimenticare il ruolo cruciale delle associazioni dei pazienti, elemento cruciale per costruire salute e prevenzione.

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