Il 16 maggio 2021 è la XVI Giornata Nazionale del Malato Oncologico, giornata celebrata ogni anno la terza domenica di maggio. L’approfondimento del NIS Fisioterapia in Linfologia in mette in luce l’importanza della riabilitazione oncologica nell’ottimizzare la qualità della vita, aiutando il paziente e la sua famiglia ad adattarsi a standard di vita quanto più simili a quelli precedenti la malattia.

 

In Italia una stima dell’AIRTUM (Associazione Italiana Registro Tumori) riporta che nel 2020 sarebbero stati diagnosticati 1030 nuovi casi di tumore al giorno. Con questi numeri si può sostenere che il tumore è diventato ormai una “malattia di massa”. L’esperienza del cancro è uno degli eventi maggiormente stressanti che l’essere umano possa trovarsi ad affrontare nell’arco della vita. La malattia oncologica determina un profondo sconvolgimento fisico ed emotivo che coinvolge anche la famiglia e il contesto sociale. Grazie ai continui progressi scientifici in campo diagnostico e terapeutico, si aprono orizzonti sempre più ampi nella cura della malattia e aumenta la sopravvivenza a lungo termine.

La riabilitazione oncologica ha lo scopo di ottimizzare la qualità della vita del malato, aiutando il paziente e la sua famiglia ad adattarsi a standard di vita quanto più simili a quelli precedenti la malattia, con l’obiettivo di limitare al minimo la disabilità fisica, il deficit funzionale, cognitivo e psicologico, che spesso si manifesta a seguito del tumore o delle terapie ad esso correlate.

In campo oncologico l’ équipe di cura è formata da professionalità mediche, psicologiche, infermieristiche, fisioterapiche e sociali per rispondere alle complicanze legate all’evoluzione della malattia e alle terapie a cui il paziente va incontro.

All’interno del team multidisciplinare e multiprofessionale, il fisioterapista accompagna il malato durante tutto l’iter della malattia. Gli ambiti in cui la fisioterapia gioca un ruolo importante sono molteplici: nei tumori della mammella, toraco-polmonari, della testa e del collo, della prostata e della vescica, dell’utero e del colon retto, del sistema nervoso centrale e periferico, nei tumori primitivi e secondari dell’osso e i sarcomi dei tessuti molli, nei mielomi, nei tumori della cute, nel paziente oncologico in età evolutiva, nel paziente con fatigue, nella riabilitazione dell’edema e del linfedema, fino ad arrivare alle cure palliative.
Ogni paziente è unico e irripetibile, la varietà della storia naturale della malattia e la molteplicità degli esiti, richiedono un progetto riabilitativo personalizzato in grado di rispondere alle complicanze legate alla evoluzione della malattia.
Nei pazienti sottoposti a asportazione di linfonodi, il fisioterapista esperto in linfologia porrà particolare attenzione alla prevenzione dell’insorgenza di linfedema secondario oncologico.
L’edema linfatico (o linfedema) è un accumulo di linfa nei tessuti che si manifesta con il gonfiore delle regioni corporee interessate (arti, collo, testa, tronco o area genitale). Il linfedema secondario oncologico può manifestarsi in seguito a chirurgia dei linfonodi, detta anche linfoadenectomia, chemioterapia e radioterapia. Quando i linfonodi sono stati asportati o danneggiati, il fluido linfatico si accumula nei tessuti causando gonfiore della parte del corpo interessata.

Se è evidente la presenza di questi segni e sintomi è molto importante parlarne con il medico di base, lo specialista di riferimento o il fisioterapista che avvieranno gli opportuni confronti e approfondimenti. In considerazione della tendenza evolutiva del linfedema, il trattamento dovrebbe iniziare il più precocemente possibile. Il fisioterapista esperto in linfologia, ti aiuterà nella riduzione del linfedema, per ottenere il livello più elevato di autonomia possibile e una migliore qualità della vita.

NIS Fisioterapia in Linfologia