Anche se molteplici sono le peculiarità che rendono assai interessante la professione di Fisioterapista, la stampa, compresa quella più accreditata, in virtù della circostanza che l'attenzione del lettore è tanto più sollecitata quanto più il fatto riportato risulta singolare o spettacolare, per solito, tratta di noi soprattutto affrontando il tema dell'Abusivismo.

Abusivismo che, in virtù di quanto appena detto, vede almeno 90/100.000 pseudo-operatori sanitari praticare, appunto, pseudo-terapie riabilitative, a danno dell'utenza ed al cospetto di un numero di circa la metà di "veri" Fisioterapisti, impegnati quotidianamente nell'assicurare un'assistenza competente alle persone disabili.

Abusivismo, talmente inserito nella vita degli Italiani che il nostro Paese, unico tra quelli ad economia "avanzata", ha visto, addirittura, nascere l'esigenza di costituire una speciale sodalizio per la tutela dell'utenza, l'A.N.V.A.R., ovvero l'Associazione Nazionale Vittime dell'Abusivismo in Riabilitazione.

Sul tema dell'abusivismo, attraverso una sostanziale intervista a tre che ha coinvolto il Presidente Nazionale dell'A.I.F.I., Vincenzo Manigrasso, quello della Regione Liguria, Elisabetta Del Carretto, e quello del Piemonte-Valle D'Aosta, Fulvio Zegna, si è pure soffermata la giornalista Gilda Ferrari, de "Il Sole-24 Ore Nord-Ovest" alla pagina 11 dell'edizione n° 28 del 22 Luglio scorso.

L'Articolo della Ferrari, partendo da una stima di confronto tra gli iscritti all'A.I.FI. ed i 45.000 Fisioterapisti Italiani, affronta, in primo luogo, il problema dell'istituzione dell'Ordine, da tanto tempo reclamato dalla categoria. Ordine che già da solo, in quanto ente giuridico di natura pubblicistica, cui è fatto obbligo associarsi, consentirebbe, attraverso il censimento dell'intera categoria, di riscontrare o meno, il possesso del titolo di Fisioterapista.

Vincenzo Manigrasso, ha fatto rilevare che l'area del Nord-Ovest, secondo stime di massima, potrebbe esprimere una potenzialità di adesioni all'Associazione di circa il 15%, se solo ci fosse maggiore consapevolezza nella categoria di quanto sia importante associarsi.

A loro volta, i due presidenti regionali, circa lo stato delle adesioni nei rispettivi territori di riferimento, si sono così espressi: la Del Carretto, dopo aver denunciato un processo di crescita costante, che ha visto, dal 1998 al 2002, un incremento degli aderenti all'associazione di ben 115 unità (da 266 a 381), ha concluso dicendo che "il dato è in aumento perché sempre più forte è la necessità di un riferimento professionale. Proprio in questi giorni, ad esempio, ci siamo rivolti alla Regione per avere chiarimenti circa il nuovo corso per massaggiatori sportivi che rischia di alimentare la confusione ed incrementare le occasioni di abusivismo"; Fulvio Zegna, dopo aver ricordato che un'iniziativa analoga, attivata dalla Regione Piemonte nel 2000, aveva prodotto un ricorso al TAR ed al Consiglio di Stato ottenendo la sospensione del corso, ed aver puntualizzato che "..l'abusivismo danneggia l'utenza e può essere combattuto solo con la creazione di un Albo.."

L'articolo della Ferrari si chiude, quindi, con le parole di Vincenzo Manigrasso che, fa presente che in tema di Ordine o di Albo, esistono, in Parlamento, due proposte di legge, una di maggioranza ed una di minoranza, sul cui esito esprime fiducia in un risultato positivo anche se l'iter legislativo è ancora all'inizio.

Giuseppe Ansianelli