Veronica Moretti: Tra intuizione e algoritmo: l’intelligenza ibrida tra tecnologia e pratica di cura

Veronica Moretti è Professoressa Associata presso il Dipartimento di Sociologia e Diritto dell’Economia dell’Università di Bologna, dove è anche Coordinatrice del Corso di Laurea triennale in Sociologia. È membro del Comitato di Bioetica dell’Università di Bologna e Vicepresidente e co-fondatrice di Graphic Medicine Italia.

L’integrazione dell’intelligenza artificiale nei contesti sanitari è spesso interpretata in termini di automazione o supporto decisionale. Tuttavia, queste letture rischiano di sottovalutare la natura profondamente relazionale e situata dell’interazione tra sistemi algoritmici e attori umani.

A partire dal concetto di hybrid intelligence, questa relazione propone di analizzare l’AI non come sostituto dell’intuizione umana, ma come elemento che entra in dialogo con forme di conoscenza embodied, esperienziale e relazionale tipiche delle pratiche di cura.

Attraverso evidenze empiriche nel campo della cura della demenza, si mostrerà come i sistemi di AI – come sensori, dispositivi di monitoraggio e strumenti digitali – non producano decisioni autonome, ma richiedano un costante lavoro di interpretazione, adattamento e integrazione da parte dei caregiver.  

In questo senso, l’intelligenza emerge come un processo distribuito, in cui segnali algoritmici, esperienza pratica e intuizione si combinano in forme di ragionamento ibride. L’AI contribuisce a rendere visibili pattern e informazioni, ma è l’intuizione umana a contestualizzarli, attribuire significato e orientare l’azione.

La relazione discuterà quindi come queste configurazioni ibride ridefiniscano non solo il processo decisionale, ma anche il ruolo dei professionisti della salute, evidenziando l’importanza di riconoscere e valorizzare le competenze interpretative e relazionali nell’era dell’AI.

  • Hybrid intelligence: integrazione tra umano e AI
  • Intuizione, esperienza e conoscenza situata nei contesti di cura
  • AI come supporto interpretativo (non sostitutivo)
  • Processi decisionali ibridi: tra algoritmo e giudizio umano
  • Il ruolo del caregiver come “interprete” dei dati
  • Relazione tra dimensione tecnologica e dimensione relazionale della cura
  • Limiti dell’automazione nei contesti sanitari complessi
  • Implicazioni per formazione e pratiche professionali in sanità
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