Roma, 30 gennaio 2006

Ill.mi Sign. ri
On. E. Vito
On. I. La Russa
On. A. Gibelli
On. L. Volontè
On. L. Violante Luciano
On. P. Castagnetti
On. F. Giordano Francesco
On. M. Boato
Presidenti Gruppi Parlamentari
Camera dei Deputati
Roma

Prot. n.
Anticipata via fax

Illustri Onorevoli,
apprendiamo con preoccupazione della discussione per la ratifica definitiva, programmata per le prossime ore, di un provvedimento di legge che renderà, di fatto, equipollente la laurea in scienze motorie a quella in fisioterapia (provvedimento n. 6293 "Conversione in legge del DL del 5/12/2005 n 250"). Con una norma nascosta, ancora una volta, tra le pieghe di un decreto di fine legislatura, si rischia di far passare un provvedimento che potrebbe avere ricadute molto negative sulla qualità delle prestazioni riabilitative.
La domanda di riabilitazione da parte dei cittadini è crescente, per ragioni universalmente note. La crescita della aspettativa di vita, l'invecchiamento della popolazione, la maggior incidenza di patologie croniche, i successi della medicina, l'attenzione per la qualità della vita, sono tutti elementi che hanno concorso all'incremento dei bisogni anche in questa area della assistenza. Ma si tratta di una domanda esigente e di prestazioni di qualità, che non fa sconti e non ammette improvvisazioni sul campo, altrimenti a pagare sono i cittadini. Quanti si rivolgono a noi, quotidianamente, segnalando disagi e disservizi in questa area, spesso lamentano una qualità non adeguata delle prestazioni ricevute, funzioni non recuperate o recuperate solo in parte perché il trattamento riabilitativo non ha rispettato gli standard professionali, pazienti complessi affidati a professionalità inadeguate. Proprio per queste ragioni da anni siamo impegnati, insieme alla Associazione Italiana Fisioterapisti, in una battaglia per il miglioramento continuo degli standard professionali dei fisioterapisti, il loro orientamento ai bisogni dei cittadini, la lotta contro l'abusivismo professionale. Uno dei pilastri di questa battaglia risiede proprio nella trasparenza dell'accesso alla professione attraverso un percorso formativo ben preciso, individuato una volta per tutte, chiudendo definitivamente la stagione delle sanatorie, delle equiparazioni, delle scorciatoie che rendono impossibile per un cittadino, di fronte alla giungla di titoli e diplomi, sapere se si sta affidando alle mani giuste.
Questa norma arriverebbe, inoltre, a pochi giorni dalla approvazione della legge istitutiva degli ordini professionali, che si sforza di mettere ordine proprio sul terreno delle competenze necessarie per svolgere le attuali professioni sanitarie e le modalità di individuazione di nuove professioni. Un vero e proprio paradosso, che speriamo vorrete risparmiarci nell'interesse dei cittadini e della qualità e sicurezza delle prestazioni che il Ssn deve essere in grado di garantire loro.
Cordiali saluti

Stefano A. Inglese

Responsabile nazionale
Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva