IL SECONDO GIORNO DEI LAVORI DEL CONGRESSO COSTITUENTE DELL'A.I.FI. HA PORTATO A DUE IMPORTANTI DECISIONI: LA MODIFICA DELL'ACRONIMO ASSOCIATIVO IN A.I.FI. (ASSOCIAZIONE ITALIANA FISIOTERAPISTI) E L'APPROVAZIONE DEL NUOVO STATUTO

Archiviata la prima giornata delle assise A.I.FI., che aveva visto, prima, svolgersi, con successo e buona partecipazione, il Convegno Nazionale dei Gruppi di Interesse Specialistico e, quindi, nel tardo pomeriggio, dar corso all'apertura dei lavori del Congresso nazionale costituente, gli oltre 200 delegati, convenuti a Trevi (PG) hanno "speso" l'intero 8 Giugno a discutere, approvare, bocciare emendamenti alla bozza di riforma statutaria prodotta, su mandato del Congresso di Giulianova ed incarico della Presidenza associativa, di concerto con le Regioni, da una qualificatissima Commissione, costituita da Rita Canelli, Sandro Cortini e Valentino Fiaschi, per approdare alle ore 19,00, prima della Cena di Gala, all'approvazione definitiva dell'intero "articolato" statutario.

A dire il vero, siccome anche il mondo della Riabilitazione non è indifferente, come diceva il "grande" Brera, ai fastigi dell'"arte pedatoria", soprattutto quando i cimenti sono di caratura nazionale ed internazionale, i lavori congressuali hanno subito un'interruzione dalle ore 11,00 alle ore 13,00, affinché tutti delegati potessero assistere alla partita Italia-Croazia, che ha visto gli Azzurri, ingiustamente sconfitti.

Dopo il sofferto spettacolo, proiettato, dalla "regia" della sede congressuale dell'Hotel della Torre, attraverso uno schermo gigante, nella sala dei lavori, i congressisti, senza altre interruzioni, a parte la pausa-pranzo, sono andati avanti ad oltranza nei lavori per lo Statuto, cercando di "chiudere", entro l'ora di cena.

Considerate le risultanze dell'incontro del Consiglio Direttivo Nazionale, proseguito la sera precedente fino alle ore 2,00 del mattino, e l'atmosfera che l'aveva preceduto e seguito, atmosfera che vedeva, di fatto, l'ipotesi statutaria alquanto divaricata a motivo del fatto che alcune regioni ritenevano più rispondente al mandato del Congresso di Giulianova, una conformazione associativa di preciso stampo federalista, mentre altre, condividendo il "documento" prodotto dalla Commissione, ritenevano che, al momento, l'unica strada percorribile fosse quella di confermare una forte posizione centrale, cui far però corrispondere precise autonomie regionali, non era facile immaginarsi che si giungesse, "senza colpo ferire", all'unanimità.

A questo risultato, si è invece giunti, senza strappi, grazie allo "sforzo" comune ed al buon senso mostrato da tutte le parti in causa.

Infatti, mentre Cortini, per la Commissione, prendendo più volte la parola, ha tenuto a precisare e ribadire, sia i contenuti del mandato ricevuto dal Congresso e dai Vertici dell'Associazione, sia le risultanze degli "scambi" informativi avuti con il territorio, allo scopo di ben sondarne le volontà, gli altri, sostenitori, da una parte, di modifiche statutarie meno accentuate e, dall'altra, di una più decisa iniziativa di riforma, hanno rispettivamente sostenuto: che, al momento, lo stato delle cose non consentiva, per ragioni di tempo e per motivi di scarso approfondimento della materia in sede regionale, di procedere oltre; che considerata la impossibilità di andare subito ad un "sistema" federato, si introducesse un emendamento d'impegno a procedere, comunque ed in tempi brevi, in questa direzione.

Di fatto, ad un occhio obiettivo, è apparso chiaro che, ferma restando la comune volontà di andare ad una futura conformazione federativa vera e propria, che consenta alle strutture associative territoriali di meglio corrispondere alle recenti mutazioni legislative, anche di natura costituzionale, avvenute in merito alle potestà di legiferare da parte delle Regioni, il documento di merito uscito dal Congresso di Giulianova, invece di esprimere indicazioni categoriche ed inequivoche di riforma statutaria massimamente conformi a quanto richiesto dall'A.I.FI. Friuli Venezia Giulia che, per prima, aveva suscitato il problema, conteneva alcune ambiguità che autorizzavano una certa discrezionalità.

Ad ogni buon conto, alla fine, il nuovo Statuto è stato approvato pressoché all'unanimità, grazie ad una emendamento di preciso stampo federativo, che impegna i vertici dell'A.I.FI. ad una precisa politica un questo senso da perseguire in tempi rapidi.

Degli altri emendamenti, pure presentati, relativi ad altre materie, l'unico ad essere stato approvato è stato quello presentato dai rappresentanti dell'A.I.FI. Lazio relativo alle norme transitorie, con la previsione dell'inserimento, tra i soggetti potenzialmente abilitati ad iscriversi all'Associazione, dei terapisti della neuro e psicomotricita dell'età evolutiva che, diplomatisi anni addietro, hanno di fatto svolto l'attività di fisioterapista e che sono in attesa di un decreto che consenta loro l'eventuale opzione. Si è anche discussa la modifica dell'acronimo associativo che, alla fine, muta da A.I.T.R., ovvero Associazione Italiana Terapisti della Riabilitazione, in A.I.FI., ovvero Associazione Italiana Fisioterapisti.

La sequenza degli interventi della giornata è stata la seguente: Casonato, Zazza, Pelosin, Gianoncelli, Papa, Salvatori, Gugliucciello, Fusco, Fiolo, Cortini, Zegna, Bruno, Pizzi, Pesce, Cortini Donadi, Ferrari, Avallone Pellarin, Gigliotti.

Al Termine degli interventi, prima di procedere alla votazione definitiva sullo Statuto, ha preso la parola il Presidente Nazionale in carica Vincenzo Manigrasso che, nel motivare in modo argomentato e consequenziale, i passaggi che hanno portato alla bozza di Statuto da sottoporre all'approvazione del Congresso, ha ribadito che, pur con le inevitabili luci ed ombre che sempre caratterizzano il risultato di un lavoro così delicato ed importante, le scelte fatte dalla Commissione, non solo erano il prodotto specifico di quanto deciso a "Giulianova", ma anche che, ad onta di quanto qualcuno potesse o volesse far credere, sulla volontà di andare al più presto alla realizzazione di un'ipotesi formalmente federativa, non c'erano equivoci di sorta in quanto è intenzione di tutti giungere rapidamente a questo approdo.

G.P.C.