Premessa: Un nuovo studio, finanziato dalla Fondazione Italiana Sclerosi Multipla, evidenzia la presenza, sin dalle prime fasi della Sclerosi Multipla, di una notevole riorganizzazione corticale verosimilmente secondaria al verificarsi di danno assonale irreversibile dalle fasi iniziali della malattia.

I risultati di tale lavoro, condotto dal Dott. Massimo Filippi e dai suoi collaboratori all' Istituto San Raffaele di Milano, sono stati pubblicati sulla rivista Human Brain Mapping (Febbraio 2004).

Riassumendo in un contesto piu' ampio i risultati di questo studio il Dott. Filippi ha affermato: "Negli ultimi anni, l'applicazione della risonanza magnetica funzionale alla valutazione della genesi di disabilita' in corso di sclerosi multipla, ha permesso di evidenziare che il cervello di chi soffre di questa malattia e' in grado di reagire alla presenza di danno tissutale diffuso tramite meccanismi di plasticita' corticale. Tali meccanismi consistono in un'aumentata attivazione delle aree cerebrali normalmente deputate all' esecuzione di un determinato compito e nella attivazione di aree cerebrali aggiuntive, che sono solitamente attivate dai soggetti sani per svolgere compiti piu' complessi. Il risultato finale di tale riorganizazione corticale puo' condurre ad un piu' o meno completo recupero delle funzioni dopo una ricaduta di malattia o, piu' a lungo termine, al mantenimento di un normale livello di funzionalita', nonostante la presenza di numerose lesioni cerebrali e spinali. La prima manifestazione clinica della sclerosi multipla e ', solitamente, una sindrome clinicamente isolata che colpisce un distretto qualsiasi del sistema nervoso centrale (nervo ottico, midollo spinale, tronco encefalico, ecc). Con questo studio abbiamo voluto valutare se fenomeni di riorganizzazione corticale fossero presenti precocemente nel corso della sclerosi multipla in risposta alla presenza di danno assonale diffuso, che pure si e' dimostrato essere un evento precoce della malattia. La dimostrazione che i due fenomeni sembrano andare di pari passo fin dall' esordio clinico e' un'importante osservazione per definire nuovi scenari terapeutici".

Lo studio: Scopo di tale lavoro era valutare la presenza di riorganizzazione corticale cerebrale nelle fasi iniziali della sclerosi multipla tramite l' utilizzo della risonanza magnetica funzionale. Tale metodica permette di visualizzare le aree cerebrali coinvolte nell'esecuzione di un determinato compito, ad esempio motorio, sia in soggetti sani che in pazienti con varie patologie. In questo studio, sono stati sottoposti a risonanza magnetica funzionale 16 pazienti con sindromi clinicamente isolate del sistema nervoso centrale suggestive di sclerosi multipla e 15 volontari sani, con caratteristiche demografiche simili a quelle del gruppo di studio. Nei due gruppi, sono state studiate le attivazioni cerebrali durante l' esecuzione di 3 compiti motori semplici (movimento delle ultime 4 dita della mano destra, movimento delle ultime 4 dita della mano sinistra, movimento del piede destro) e di un compito motorio complesso (movimento coordinato delle ultime 4 dita della mano destra e del piede destro). Le attivazioni cerebrali nei pazienti e nei volontari sani sono state valutate con un apposito programma statistico e sono state confrontate tra di loro. Rispetto ai volontari sani, durante l' esecuzione dei compiti motori semplici, i pazienti con sindromi clinicamente isolate suggestive di SM mostravano un'aumentata attivazione della corteccia sensori-motoria primaria e secondaria, e del giro frontale inferiore. Durante l'esecuzione del compito motorio complesso, i pazienti con sindromi clinicamente isolate suggestive di SM avevano una aumentata attivazione bilaterale di varie aree, tra cui l' insula, il lobo frontale ed il talamo, che sono considerate aree di integrazione multimodale.

Conclusioni: Questo articolo dimostra la presenza, fin dalle fasi precoci della SM, di una notevole riorganizzazione corticale secondaria probabilmente al verificarsi di danno assonale irreversibile. Questo dato potrebbe essere rilevante nella ricerca di nuove terapie neuroprotettive e nello stabilire nuove strategie riabilitative.

Domenico D'Erasmo