Report su “La conoscenza dei fisioterapisti italiani rispetto alla International Classification of Headache Disorders 3rd edition beta version”

Irene Scotto, PT OMPT, Dott. Francesco di Lustro PT OMPT, Dott. Fabio Cataldi PT, OMPT, riportano obiettivi, metodi e risultati della ricerca sulla "La conoscenza dei fisioterapisti italiani rispetto alla International Classification of Headache Disorders 3rd edition beta version" a cui A.I.FI. con i suoi iscritti ha partecipato attraverso la distribuzione e compilazione del questionario relativo. Un grazie sentito a tutti coloro che hanno contribuito al risultato della ricerca.

Nonostante il mal di testa rappresenti uno dei disturbi più diffusi al mondo1, costituisce una condizione di difficile inquadramento diagnostico2, sia per la variabilità delle presentazioni cliniche che per l’eterogeneità delle cause scatenanti. Negli ultimi 30 anni, sono state proposte alcune classificazioni che mostrano l’interesse nel voler riordinare questi fattori e che ne hanno facilitato la descrizione e la diagnosi.
La prima classificazione delle cefalee è stata proposta nel 1988 dall’International Headache Society (IHS)3, che ha permesso un grosso passo in avanti nello studio dell’epidemiologia e dei trial farmacologici del disturbo cefalgico.
Ad oggi, la classificazione è arrivata alla sua terza edizione4: l’ICHD-3beta. Dall’analisi della letteratura sui suoi criteri di utilità e applicabilità nella pratica clinica quotidiana del fisioterapista, risulta che questa classificazione presenti dei limiti nell’applicabilità clinica in relazione al processo di diagnosi, questo soprattutto per l’alta frequenza di diagnosi probabili e per la necessità di associarvi sempre una raccolta anamnestica approfondita e/o diari di cefalea5. Inoltre, data la mancanza di studi in materia, non sembra che l’ICHD-3beta guidi nel management fisioterapico, anche se potrebbe essere utile nel processo di diagnosi differenziale, per escludere cause secondarie di cefalea6.

OBiettivi

L’obbiettivo di questo studio è quello di analizzare la conoscenza da parte dei fisioterapisti italiani tramite un questionario conoscitivo poi somministrato tramite web-survey, della International Classification of Headache Disorders 3rd edition beta version e della sua relativa applicabilità ed utilità nella pratica clinica del fisioterapista, per comprendere quanto questo strumento possa essere fruibile ed aiutare nella diagnosi differenziale del mal di testa.

Materiali e Metodi

Per realizzare il nostro studio, è stato creato un sondaggio conoscitivo per i fisioterapisti italiani. Per l’elaborazione e la costruzione del sondaggio sono state utilizzate le linee guida dello Strobe Statement7. Il sondaggio è stato strutturato in più sezioni a più voci, con risposte multiple nella maggior parte dei casi e risposte aperte. Nel conteggio finale sono state stilate 30 domande. Per la somministrazione del questionario, la diffusione e l’analisi dei risultati, si è utilizzata la piattaforma digitale “SurveyMonkey©”.
La diffusione è avvenuta anche grazia all’aiuto di A.I.FI. (Associazione Italiana Fisioterapisti), che ha invitato i suoi soci a partecipare. Il questionario è stato inviato e diffuso da Febbraio a Maggio 2018.

Risultati

303 partecipanti hanno aderito al questionario. Dai risultati, è emerso che più della metà del campione (65,14%) tratta pazienti con mal di testa, ma solo la metà (50,31%) dichiara di utilizzare uno strumento di classificazione durante la valutazione clinica: l’altra metà si basa su dati anamnestici ed esame obbiettivo, senza nessun mezzo di classificazione.
Circa la conoscenza della ICHD 3-BETA, la maggior parte del campione (65,57%) ha dichiarato di non conoscerla. Alle domande circa la conoscenza specifica di alcuni criteri per la diagnosi differenziale dei vari tipi di mal di testa, la maggior parte ha risposto in maniera corretta, evidenziando come i pochi che la conoscono, sanno distinguere i principali tipi di cefalea. Questi dati confermano come il mal di testa sia un disturbo muscolo-scheletrico trattato in maniera specifica solo da una nicchia limitata di fisioterapisti italiani.
Sull’utilizzo della classificazione, i 98 rispondenti si sono divisi in modo uniforme tra chi la utilizza e chi no. Dai dati, risulta che l’ICHD 3-BETA viene utilizzata per consultare i criteri diagnostici e confermare l’ipotesi e non viene utilizzata, soprattutto perché risulta poco pratica e difficile da applicare. In contrasto con quanto appena affermato, il campione ritiene però che la classificazione sia molto/abbastanza utile nella pratica clinica, soprattutto per la diagnosi funzionale. Tutto il resto dei fisioterapisti che non utilizzano la classificazione, affermano di utilizzare per la maggior parte, una combinazione di anamnesi ed esame obbiettivo o di non classificarli affatto. Infine, dal nostro studio emerge che più della metà (65,57%) non è a conoscenza della nuova uscita dell’ultima edizione della International Classification Headache Disorders 3.

Conclusioni

In sintesi, più della metà dei fisioterapisti italiani che ha aderito al sondaggio, non conosce l’ICHD 3-BETA e ancora meno la versione definitiva pubblicata nel 2018 (ICHD III). Solamente metà del campione che la conosce la utilizza nella pratica clinica; tutto il resto del campione la ritiene troppo complessa da applicare. I risultati
di questo studio fanno ipotizzare che solamente pochi fisioterapisti specializzati si occupano della valutazione e del trattamento della cefalea, per la quale invece la letteratura ha evidenziato come un trattamento multimodale con terapia manuale ed esercizio terapeutico possa rappresentare una valida alternativa ai farmaci8-9-10.
Tale progetto è stato possibile grazie al contributo di molte persone che vogliamo ringraziare, si ringraziano pertanto tutti i colleghi che hanno partecipato alla survey e tutti i colleghi che hanno permesso la sua realizzazione, fra i quali Dott. Filippo Maselli, Dott. Firas Mourad e il Dott. Denis Pennella. Attualmente la tesi sta per essere implementata per la sua trasformazione in un articolo scientifico.

Bibliografia

  1. Stovner LJ, Hagen K, Jensen R, et al. The global burden of headache: A documentation of headache prevalence and disability worldwide. Cephalalgia. 2007;27(3):193-210.
  2. World Health Organization, Lifting the Burden. Atlas of headache disorders and resources in the world 2011. WHO, Geneva 2011.
  3. Headache Classification Committee of the Interna- tional Headache Society (IHS). Classification and diagnostic criteria for headache disorders, cra- nial neuralgias and facial pain. Cephalalgia. 1988; 8(Suppl 7): 1–96.
  4. Headache Classification Committee of the Inter- national Headache Society (IHS) The International Classification of Headache Disorders, 3rd ed. (beta version). Cephalalgia 2013; 33: 629–808.
  5. Byung-Su K, Heui-Soo M, Jong-Hee S et al. Short- term diagnostic stability of probable headache di- sorders based on the International Classification of Headache Disorders, 3rd edition beta version, in first-visit patients: a multicenter follow-up study. J. Headache Pain, vol. 17, no. 1, pp. 1–8, 2016.
  6. Ravishankar K. WHICH Headache to Investi- gate, WHEN, and HOW? Headache Curr., vol. November/D, no. 10, pp. 1685– 1697, 2016.
  7. STROBE Statement. Strengthening the reporting of observational studies in epidemiology. http://www. strobe-statement.org/ (accessed 15 Dec 2010).
  8. Chaibi A and Russel MB. Manual therapies for pri- mary chronic headaches: a systematic review of randomized control. The Journal of Headache and Pain 2014, 15:67
  9. Racicki S, Gerwin S, Diclaudio S et al. Conservati- ve physical therapy management for the treatment of cervicogenic headache: a systematic review. Journal of Manual and Manipulative Therapy 2013
  10. Mesa-Jiménez JA, Lozano-López C, Angulo-Díaz- Parreño S et al. Multimodal manual therapy vs. phar- macological care for management of tension type headache: A meta-analysis of randomized trials. Cephalalgia 2015, Vol. 35(14) 1323–1332ed trials. The Journal of Headache and Pain 2014, 15:67