Al Ministro del M.I.U.R.

Al Ministro della salute

Al Magnifico Rettore dell'Università di Palermo

Al Preside Della Facoltà di Medicina DellUniversità di Palermo

Al Presidente del CdL di Fisioterapia di Palermo

Al Corpo Docente della Facoltà di Medicina e Chirurgia di Palermo

Il laureato in Scienze Motorie oggi viene di fatto equiparato ad un laureato in Fisioterapia, secondo quanto dispone l'articolo 1 septies del decreto-legge 5 dicembre 2005 n. 250, recentemente convertito in legge, in cui la laurea in Scienze Motorie viene considerata equipollente alla laurea in Fisioterapia.
Noi studenti di Fisioterapia dell'Università di Palermo, davanti ad un evento di tale gravità per la salute dei cittadini e per le sorti della nostra futura professione, siamo sgomenti.
All'inizio ci dicono che il CdL di Fisioterapia è a numero chiuso, numero stabilito sulla base delle esigenze sanitarie nazionali. Visto l'elevato numero di candidati è necessario superare un test d'ammissione difficilissimo e noi, non senza sacrifici, ci riusciamo.
Oggi ci dicono che quella programmazione sul numero dei laureati in Fisioterapia in realtà non è mai stata così importante. Il numero chiuso è servito solo ad escludere quei tanti che ci hanno provato senza successo, perchè adesso, senza criterio, si lascia campo a 100.000 laureati in Scienze Motorie di invadere tutti gli ambiti della riabilitazione.
All'inizio ci dicono che esiste il Profilo Professionale del Fisioterapista, storicamente riconosciuto per legge, che ne delinea gli ambiti di autonomia e competenze ma allo stesso tempo ne fissa i doveri e le responsabilità. Il profilo ci rende orgogliosi di appartenere a questa classe di professionisti.
Oggi ci dicono che il profilo non è mai stato in fondo così importante, e che laureati che hanno un profilo completamente diverso possono come per incanto essere riconosciuti Fisioterapisti.
All'inizio ci dicono che il percorso formativo che dobbiamo seguire è rigorosamente definito dall'Ordinamento Didattico del CdL in Fisioterapia, il quale, oltre che contemplato dalle leggi nazionali si adegua alle direttive della Comunità Europea sulla formazione in ambito sanitario. Ciascun insegnamento del CdL in Fisioterapia, sia esso relativo a contenuti scientifici generali che a specifiche conoscenze professionali, sembra essere opportunamente calibrato allo scopo di consentire una formazione ampia e nello stesso tempo professionalizzante. Anche questo ci rende orgogliosi, nella prospettiva di possedere i mezzi per esprimere al meglio la nostra futura professionalità.
Ma oggi ci dicono, ancora, che l'Ordinamento Didattico in fondo non è fondamentale, e che laureati formatisi seguendo un Ordinamento Didattico per l'80% diverso dal nostro possono svolgere con altrettanta professionalità attività di riabilitazione.
Ci dicono anche che la necessità di seguire all'interno del CdL insegnamenti professionalizzanti, con docenti laureati in Fisioterapia, sia valida solo per noi studenti iscritti in Fisioterapia e non certo per gli iscritti in Scienze Motorie. Come se questi corsi siano opzionali e non previsti obbligatoriamente dalla legge. Ancora una volta ci dicono che la legge in fondo può essere applicata solo a noi, non è necessario che gli studenti in Scienze Motorie le si assoggettino.
Noi studenti fisioterapisti siamo increduli.
Si calpestano i nostri diritti e quelli dei Fisioterapisti già abilitati.
Si calpesta soprattutto il diritto alla salute del cittadino rendendolo ancora più debole proprio nel momento di maggiore difficoltà per lui, durante la malattia. Gli si toglie la certezza che il professionista a cui si rivolge nel momento del bisogno è stato adeguatamente abilitato.
Com'è possibile che solo in ragione dell'alto tasso di disoccupazione fra i laureati in Scienze Motorie si dia loro facoltà di entrare, senza le dovute competenze, nell'ambito delicato della riabilitazione e della salute pubblica?
Com'è possibile che chi dirige l'Università e le Facoltà di Medicina non prenda le distanze da un provvedimento che consente l'esistenza di due sostanzialmente diversi Ordinamenti Didattici, di due sostanzialmente diversi profili, per un'unica professione finale?
Com'è possibile che la classe medica e i dirigenti del Servizio Sanitario Nazionale non si oppongano ad un articolo di legge che permette l'accesso alle strutture pubbliche e private di operatori sanitari non qualificati?
Noi studenti fisioterapisti riteniamo che questa situazione sia intollerabile, e manifesteremo in tutti i modi possibili la volontà di difendere il buon nome e la credibilità della figura del Fisioterapista in Italia.
Chiediamo con forza a chiunque abbia a cuore la salute del cittadino, ai professori e ai medici della Facoltà di Medicina, al Presidente del CdL in Fisioterapia, al Preside della Facoltà di Medicina, al Magnifico Rettore dell'Università di Palermo, al Ministro del MIUR, al Ministro della Salute, Al Tribunale dei diritti del Malato, alla FISH, di prendere una posizione chiara e decisa contro l'applicazione dell'articolo 1 septies del D.L. 250/2005 recentemente approvato.
Invitiamo gli Organi di Stampa ad essere portavoci degli studenti, vittime delle ingiustizie di questo governo.
Così facendo forse si eviterà lo scempio di regole sulla formazione universitaria e sul futuro servizio ai cittadini che col suddetto articolo si preannuncia.

Gli studenti
Corso di Laurea in Fisioterapia dell'Università di Palermo