OMS e WCPT: PIÙ ATTIVITÀ FISICA PER GLI ANZIANI
L'AIFI: "IN ITALIA ATTENZIONE AGLI ABUSIVI"

Roma, 8 settembre 2010 – "Il contributo dei fisioterapisti alla salute delle persone, che siano bambini o adulti, è unico ma assai poco riconosciuto dalle Istituzioni sanitarie. In particolare in Italia". È questa l'opinione della Confederazione Mondiale per la Fisioterapia (WCPT). Più di ogni altra professione, infatti, la fisioterapia è fondamentale per prevenire e curare le malattie croniche e le disabilità degli adulti in fase di invecchiamento e dei bambini con problemi di sviluppo fisico.
Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, la percentuale di persone di età superiore ai 60 anni cresce più velocemente di qualsiasi altro gruppo di età in quasi ogni paese. I fisioterapisti possono quindi aiutare questa popolazione a mantenersi in forma, in modo sano e indipendente, e possono contribuire a migliorare la salute delle persone con malattie croniche, insegnando loro una corretta ed efficace attività fisica e di movimento.
L'Organizzazione Mondiale della Sanità incoraggia la regolare attività fisica per gli anziani, perché ha dimostrato di migliorare il loro stato funzionale e la loro qualità della vita. Autorevoli ricerche dimostrano che la partecipazione a programmi di esercizio fisico regolare porta gli adulti a divenire anziani con una maggiore capacità funzionale, una maggiore indipendenza, un minor numero di malattie e miglioramento della qualità della vita.
"L'attività fisica – spiega Marilyn Moffat, presidente del WCPT – deve essere introdotta con attenzione e in modo personalizzato, verificando le capacità e i limiti di ogni singola persona a seconda dell'età e delle sue caratteristiche. Ecco dove i fisioterapisti entrano davvero in gioco. Esaminano la persona, consigliano gli esercizi più adeguati e sicuri e li educano a svolgerli correttamente. La terapia fisica ha un contributo importante per mantenere le persone sane e in forma".
"L'Italia – continua il presidente dell'AIFI, Antonio Bortone – vive una situazione molto singolare rispetto agli altri paesi europei: i fisioterapisti, come altre professioni sanitarie, sono pesantemente soggetti a forme di abusivismo professionale, causate soprattutto dall'assenza di un ordine professionale che possa tutelare i diritti degli operatori e fornire garanzie ai pazienti. Questa legislatura avrebbe dovuto rendere un po' più europea l'Italia in questo settore grazie all'approvazione del DDL 1142, che invece continua – come spesso accade nel nostro Paese – ad essere rimandata a causa di incessanti interferenze degli ordini professionali già esistenti. Ci auguriamo che la politica, almeno questa volta, sia degna del nome che porta, e pensi una volta per tutte agli interessi dei cittadini e dei malati e non a quelli delle corporazioni esistenti".