"Non si poteva fare altrimenti che abrogare l'1-septies. Questo premia la tenacia dell'Aifi che è stata l'unica rappresentante della professione a battersi per arrivare a questo risultato. Tuttavia non possiamo fare a meno di osservare che c'è chi non ha saputo o voluto assumersi fino in fondo la responsabilità di una scelta che fosse rispettosa delle regole e coerente con gli impegni assunti in questi mesi. Oppure ha accettato di stare sotto ricatto politico. Si passa dalle regalie dello scorso anno a più fantasiose ipotesi su come far aggirare l'ostacolo della programmazione e offrire un bonus di crediti a chi non si guadagna sul campo l'accesso ad un corso di laurea in fisioterapia. Qualcuno, evidentemente, è ancora convinto che si possano creare corsie privilegiate e mettere sotto i piedi le regole che valgono per tutti quando si tratta di favorire una parte minoritaria di una professione, quella dei laureati in scienze motorie, che invece annovera tra le proprie fila migliaia di professionisti seri che aspettano risposte occupazionali coerenti con le competenze in loro possesso e che non sono a caccia di posti di lavoro qualsiasi. Al Governo chiediamo di spazzare via ogni residuo di ambiguità, di attenersi all'ordine del giorno sottoscritto e di contrastare, con i fatti, i proclami di chi pensa di mettere in moto automatismi che consentano sanatorie in barba alle regole. Per questo chiediamo alle decine di migliaia di fisioterapisti italiani che si sono battuti per il rispetto della legalità e la tutela della salute dei cittadini di continuare a sostenerci fino in fondo."