Istruzione e lavoro sono due mondi strettamente correlati e continuativi tale che il primo condiziona fortemente il secondo dando obiettivi specifici a quella che è la professionalità del soggetto. Due percorsi formativi, per esempio, possono essere complementari ma non possono assolutamente essere sovrapponibili.
Questo principio tendenzialmente accettato da tutti è stato ignorato dagli eventi ultimi. Il giorno 2 febbraio 2006 la camera dei deputati ha approvato il provvedimento n. 6293 "Conversione in legge del DL del 5/12/2005 n 250" che rende equipollenti ai fisioterapisti i laureati in Scienze motorie.
Noi studenti del corso di laurea di Fisioterapia dell'università di Bari, sede decentrata di Taranto, distratti dall'euforia dell'ottenuta istituzione dei relativi ordini professionali nei giorni precedenti, abbiamo faticato un po' a capire quanto stava accadendo; abbiamo però subito colto quali sarebbero state le conseguenze derivanti dall'approvazione della succitata legge. Abbiamo subito risposto alle sollecitazioni dell'AIFI, affiancandoci alle proteste che portava avanti.
È paradossale come tutto questo sia successo proprio nel momento in cui noi studenti abbiamo cercato e trovato nell'AIFi un punto di riferimento nella vita socio-professionale, finalizzato alla conoscenza sia formativa che in merito al nostro profilo professionale e alle nostre competenze; questo ci ha portato anche a conoscere quale è stato il cammino storico che l'associazione ha compiuto e i risultati ottenuti per tutelare la professione sanitaria del fisioterapista.
È subito partito dentro di noi il bisogno di far sapere il disagio che ha provocato questo scossone politico, creando una divulgazione dell'accaduto indirizzata ad informare l'utente sui potenziali rischi a cui potrebbe andare incontro.
Manifestazione in piazza, divulgazione di articoli su mass-media, volantinaggio sono stati e tutt'ora sono mezzi che noi studenti abbiamo messo in atto per cercare di sensibilizzare l'opinione pubblica che ha subito colto le problematiche non solo riguardanti la figura professionale, ma anche i possibili rischi futuri di incappare in qualche praticone non preparato professionalmente, infatti non sono affatto da sottovalutare le 1.500 ore di tirocinio svolte nelle unità ospedaliere in complementarietà alla preparazione teorica che il programma di studi in fisioterapia prevede.
Tutto questo è assolutamente inconcepibile per noi studenti di fisioterapia in quanto perfettamente a conoscenza della configurazione del corso di Laurea in Scienze Motorie. Questo, inoltre, è avvalorato dai numerosi studenti di Scienze Motorie, appassionati e attratti dalla riabilitazione, che si sono iscritti al corso di Laurea in Fisioterapia e che hanno capito le grandi differenze che intercorrono nella pratica delle due professioni e le mancanze che si portavano dietro dall'esperienza formativa precedente.
Crediamo in questo modo di aver evidenziato la nostra volontà a continuare a combattere contro questa contraddizione creata dai nostri parlamentari usando tutte le nostre forze perché non vogliamo che la credibilità della figura del fisioterapista sia sminuita da qualcuno che non è all'altezza di questo tanto grande quanto complesso servizio che rendiamo alla società.

Cordella Marco
Lauciello Cosmo Damiano