La direzione nazionale dell'Associazione italiana fisioterapisti, convocata in seduta straordinaria il 17 settembre a Roma, disapprova in modo fermo e deciso la mancata emanazione da parte del governo Prodi del decreto legislativo per l'istituzione degli ordini delle professioni sanitarie così come previsto dalla legge 43/06 approvata all'unanimità dal Parlamento nella passata legislatura. E giudica irresponsabile, nei confronti dei cittadini e degli operatori, il comportamento dell'esecutivo che ha differito di altri 12 mesi il termine per l'esercizio della delega.

Gli ordini delle professioni sanitarie previsti dalla legge 43 non sono espressione di un nuovo corporativismo, ma rappresentano uno strumento irrinunciabile per:

• tutelare i cittadini
• valutare in modo costante le competenze e le professionalità
• garantire prestazioni e assistenza sanitarie di eccellenza
• combattere l'abusivismo professionale in ambito sanitario
• verificare la deontologia professionale a difesa dei cittadini

La tutela della salute è un diritto inalienabile sancito dalla Costituzione italiana e non può essere strumentalmente assoggettata al principio della liberalizzazione del mercato.

Per garantire questo diritto la categoria professionale dei fisioterapisti mette al centro delle sue rivendicazioni il cittadino e la difesa della sua salute sulla quale tuttora si specula impunemente, la difesa della professione, la costruzione di una sanità partecipata e responsabile dove ognuno è chiamato a dare il suo contributo.

Per ottenere l'obiettivo irrinunciabile dell'istituzione degli ordini professionali la direzione nazionale dell'Aifi ritiene indispensabile continuare a sostenere con forza:

• il consolidamento dell'alleanza e delle politiche tra le professioni sanitarie;
• la promozione di iniziative territoriali e nazionali con le altre rappresentanze professionali e le rappresentanze dei cittadini e delle persone con disabilità;
• la richiesta di chiarimenti nei confronti del governo e dell'attuale maggioranza su come intendano onorare gli impegni assunti nella passata legislatura e in campagna elettorale nei confronti delle professioni sanitarie.

In assenza di risposte certe da parte del governo l'Associazione italiana fisioterapisti ritiene necessario riprendere, entro l'autunno, l'iniziativa forte e qualificata e promuovere la mobilitazione straordinaria dei 550.000 professionisti sanitari che nella passata legislatura hanno portato all'approvazione della legge 43.