presentazione:
NEI GIORNI SCORSI IL PRESIDENTE NAZIONALE HA RITENUTO OPPORTUNO ESPLICITARE IL PROPRIO SOSTEGNO ALL' ASSOCIAZIONE SICILIANA IMPEGNATA NEL DIFENDERE PREROGATIVE E COMPETENZE DEI FISIOTERAPISTI E NEL TUTELARE LA SALUTE DEI CITTADINI, INVIANDO UNA NOTA ALL'ASSESSORE REGIONALE ALLA SANITA' DELLA REGIONE SICILIA CHE DI SEGUITO RIPORTIAMO.

Prot.n.714/03

Roma, 12 giugno 2003

– All'Assessore regionale alla Sanità della Regione siciliana.

e p.c.
– Al Presidente della Regione Siciliana.
– Al Presidente della VI Commissione A.R.S.
– Alle Organizzazioni sindacali.
– Al Presidente regionale della FIMMG.
– Al Presidente del Coordinamento per i Diritti degli Handicappati nella Regione Siciliana.
– Al Segretario regionale del Tribunale per i Diritti del Malato – CittadinanzAttiva.
– Al Presidente regionale dell'Ordine degli Psicologi.
– Al Presidente regionale dell'Ordine degli Assistenti sociali.
– Al Presidente della FISH
– Agli Organi di Informazione.

Oggetto: situazione siciliana in ordine alla figura del Fisioterapista

Ill.mo Assessore,
l'AIFI Regione Sicilia mi ha fatto pervenire, in questi giorni, il carteggio relativo alle contestazioni dei Provvedimenti emanati dalla S.V. che, di fatto, si configurano come il tentativo – attraverso l'applicazione del DPCM sui L.E.A. – di legiferare in ordine alla identificazione professionale e funzionale del Fisioterapista che, come è noto, è invece regolata dal Profilo Professionale D.M.741/94 emanato dal Ministero della Sanità, dalla legge 42/99 e dalla legge 251/00

Quanto sopra risulta inaccettabile tanto più in quanto la Regione Sicilia, oltre che produrre una normativa in palese contrasto col succitato Profilo professionale e con il vigente ordinamento didattico universitario del Corso di Laurea in fisioterapia, promuove ed incoraggia iniziative – quali per esempio il recente corso di addestramento di educatori fisici nella "riabilitazione" dei pazienti trapiantati di organo – che vìolano la legge e pongono in pericolo la salute dei cittadini.

I provvedimenti in oggetto si configurano, inoltre, come un oggettivo danno delle aspettative dei pazienti e rischiano di compromettere il corretto impiego delle risorse professionali dell'Isola per quanto riguarda le pratiche riabilitative di cui l'Utenza regionale ha certamente necessità.

Il perdurare di una simile situazione ed il rifiuto a considerare quei correttivi necessari a conciliare le responsabilità dei diversi professionisti, ha come unica conseguenza il ricorso alle vie giudiziarie, la denuncia alle autorità competenti delle situazioni di illegalità che dovessero essere ravvisate e l'avvio di uno stato di conflittualità che finirebbe col riverberarsi negativamente sui cittadini.

Ciò detto rimaniamo convinti che l'unica e primaria volontà del legislatore siciliano sia quella di favorire l'accesso dei cittadini ad un sistema sanitario la cui efficienza, efficacia ed appropriatezza non può, tuttavia, essere realizzata se non attraverso il rispetto delle norme regionali e nazionali e la valorizzazione ed integrazione di tutte le componenti professionali.

Nella convinzione che possano manifestarsi, da parte di codesto Assessorato, la volontà e i margini di azione per evitare il protrarsi di situazioni di tale natura restiamo nella vigile attesa di ricevere, nei prossimi giorni, notizie circa la disponibilità all'apertura di un dialogo costruttivo.

Il Presidente Nazionale A.I.FI.
Vincenzo Manigrasso