Al Ministro della Salute
Ai Sottosegretari
Ministero Salute

Al Presidente Commissione Sanità
Senato della Repubblica

Al Presidente Commissione Sanità
Camera dei Deputati

Ai Componenti Commissioni Sanità
Senato della Repubblica
Camera dei Deputati
Roma

Roma, 22 novembre 2002

Prot. n. 1036/02

Oggetto: Legge Finanziaria 2003

Le scriventi Associazioni Nazionali, rappresentanti delle professioni sanitarie non ancora costituite in Collegio, sono venute a conoscenza dell'ipotesi di un DDL di delega al governo che il Ministero alla Salute intenderebbe proporre al Parlamento per poter procedere in relazione ad una recente sentenza del Consiglio di Stato, alla definizione organica della materia relativa alle professioni sanitarie.
Materia, peraltro, già chiaramente normata attraverso l'emanazione dei relativi Profili Professionali, dalla legge 42/99 e dalla legge 251/00.
Le scriventi Associazioni sono inoltre venute a conoscenza del fatto che il Ministero della Salute intenderebbe proporre uno stralcio di tale DDL, da mettere in approvazione all'interno della Legge Finanziaria 2003, che istituirebbe appositi e separati registri, gestiti dalle Regioni e dalle Province Autonome di Trento e Bolzano, ai quali dovrebbero iscriversi gli esercenti le professioni sanitarie prive di Collegio e in possesso di titolo abilitante.
Rispetto a tali ipotesi le scriventi Associazioni esprimono la massima contrarietà ed opposizione sia in linea di principio che in linea di fatto.
In linea di principio poichè, in tal modo, si applicherebbe la logica dei "due pesi e due misure" rispetto ad altre Professioni Sanitarie già regolamentate con Collegio (infermieri professionali, tecnici di radiologia e ostetriche) e quindi già riconosciute quali enti di diritto pubblico preposti, tra l'altro, alla tenuta diretta degli albi degli esercenti la professione.
In linea di fatto poichè si finirebbe col delegare "a priori" alle Regioni la regolamentazione di una parte delicata di una più complessiva materia i cui ambiti di competenza, Statale e Regionale, attendono invece di essere definiti da una organica legge del Parlamento.
Noi riteniamo che l'istituzione di Ordini ed Albi per le professioni sanitarie che ne sono attualmente prive, riconoscendo all'esercizio professionale una funzione di pubblica necessità, rappresenti l'unica strada attualmente percorribile per garantire la salvaguardia della salute pubblica.
Riteniamo pertanto doveroso opporci ad altre soluzioni, quali i registri regionali, che non farebbero altro che aggravare lo stato di confusione in cui ci troviamo anche grazie all'assoluta disparità di comportamento attualmente adottato dalle diverse Regioni nel riconoscimento dei titoli e nell'impropria attivazione di percorsi formativi.
Certi di veder accolte le osservazioni e le richieste avanzate restiamo in fiduciosa attesa di una positiva soluzione.

Il Presidente Nazionale AIFI, Vincenzo Manigrasso
Il Presidente Nazionale ANTEL, Daniela Ciuffi
Il Presidente Nazionale AIDI, Irene Guarrella Riccitelli
Il Presidente Nazionale AITN, Angelo Mastrillo
Il Presidente Nazionale AITEP, Vincenzo Di Nucci
Il Presidente Nazionale ANPEC, Fabiana Rossi