Egregi Signori, giriamo il seguente articolo, comparso recentemente su "IL MATTINO" di Padova. L'articolo, scritto da una paziente, vi permette di comprendere immediatamente quanto sia grave e sentito il problema della gestione fisiatrica della riabilitazione.

Vi comunichiamo che esiste in Regione un progetto di Legge (145) sulle Unità Operative. Purtroppo tale proposta di Legge è ferma da circa 3 anni, mentre al contrario le delibere della giunta, che impongono il passaggio obbligato (ma superfluo) dal medico fisiatra per l'effettuazione delle sedute di fisioterapia, sono già applicate e creano un enorme disagio all'utente che abbisogna a volte urgentemente di prestazioni riabilitative.

Vi comunichiamo che invieremo una risposta al giornale "IL MATTINO" per dare la nostra solidarietà alla signora Martellozzo. Inoltre abbiamo l'intenzione di fornire ai lettori alcuni elementi necessari per comprendere la ragione dello stato attuale della sanità nel Veneto, e per confrontarla con le regioni che invece si sono evolute (es. Liguria e Toscana).

Simone Patuzzo

IL MATTINO DI PADOVA, "Lettere", 16 aprile 2004, pagina 14.

Sono una cittadina di Camposampiero, utente dell'Uls15, con questa lettera voglio oltre che esprimere la mia rabbia, chiedere spiegazioni alle autorità competenti, per un regolamento che mi costringe a spendere soldi inutilmente e ad allungare i tempi delle cure che mi sono necessarie. Ho effettuato una visita all'ambulatorio ortopedico di chirurgia della mano dell'ospedale di Camposampiero per sospetta sindrome del tunnel carpale; lo specialista che mi ha visitata mi ha prescritto oltre ad una terapia farmacologica un ciclo di laserterapia alle mani. Sono tornata dal mio medico di base per compilare l'impegnativa per prenotare le terapie ed invece, con grande stupore mi sono vista prescrivere una visita fisiatrica. Sono venuta così a conoscenza di un regolamento quantomeno incomprensibile: in pratica uno "specialista ortopedico" come il "chirurgo della mano" per la nostra Regione non ha la competenza per poter prescrivere le terapie, lui può solo consigliarle, dopodichè, aspettando da 1 o 2 mesi, pagando un'altro ticket per una visita da un fisiatra, si potranno finalmente prenotare le terapie. Non so se sia per procurare clienti ai fisiatri, o per disprezzo verso gli ortopedici oppure per sadico accanimento contro i cittadini, fatto sta che ritengo questo meccanismo una intollerabile vessazione nei confronti di chi utilizza il sistema sanitario pubblico. Vi informo pertanto che in attesa di spiegazioni non pagherò il ticket della visita fisiatrica.

Anna Martellozzo
Camposampiero