"Formare per riabilitare", viaggio attraverso la fisioterapia in diversi contesti socio culturali. È il titolo del convegno gratuito che si terrà sabato 12 novembre nell'aula magna degli Istituti ortopedici Rizzoli di Bologna. Organizzato da Fisioterapisti senza frontiere, dall'Aifi e dall'Associazione italiana amici di Raoul Follereau, l'incontro affronterà un aspetto importantissimo della cooperazione internazionale: la formazione. Solo attraverso di essa, infatti, è possibile dare forza a un processo in cui le parti mettono assieme le loro "migliori pratiche", garantendo la sostenibilità del progetto e il dialogo interculturale e interprofessionale. Nella riabilitazione occorre imparare ad ascoltare in profondità la controparte che ha conoscenze millenarie e che un intervento esterno ricco di metodologie e protocolli non può ignorare.
Al convegno parteciperà Alberto Cairo, fisioterapista piemontese, che da 15 anni vive in Afghanistan ed è responsabile del progetto ortopedico del Comitato internazionale della Croce Rossa. "Riabilitare e formare in situazione d'emergenza: è possibile?" è il tema del suo intervento. Il progetto della Croce Rossa ha sei centri nel Paese, principali punti di riferimento per la creazione di protesi e la riabilitazione di diverse disabilità. Aperti nel 1988 per i feriti di guerra e nel 1994 a tutti i disabili motori, i centri in Afghanistan hanno curato fino a oggi 50mila persone, fabbricando protesi, sedie a rotelle e stampelle, offrendo più di 350mila sessioni di fisioterapia.
Contestualmente al convegno verrà assegnato il premio "La riabilitazione nei Paesi in via di sviluppo", destinato a fisioterapisti che abbiano svolto la tesi di laurea nell'ambito della cooperazione internazionale all'estero.

Per informazioni: fisioterapistisenzafrontiere@virgilio.it, www.fsf.unimondo.org