Udine

L'abusivismo nella sanità è innanzitutto un fenomeno pericoloso per gli utenti, ma mina anche la credibilità del personale medico e sanitario riconosciuto. L'Associazione italiana fisioterapisti del Friuli Venezia Giulia, rappresentata dal presidente Giorgio Sirotti, dal segretario Domenico D'Erasmo , dal consigliere nazionale Agnese Pellarin e la Regione, rappresentata dall'assessore Valter Santarossa, si sono confrontate con l'obiettivo di combattere il dilagare dell'abusivismo nel campo della riabilitazione. Sono molte, infatti, le persone in Friuli Venezia Giulia che esercitano attività di questo tipo senza averne l'autorizzazione. La Regione – con soddisfazione dell'Associazione – ha dichiarato di voler offrire garanzia di professionalità e sicurezza anche a quanti si rivolgono direttamente a liberi professionisti, motivo per cui l'assessore Santarossa si è impegnato a sollecitare le autorità competenti, in particolare le Aziende sanitarie e i Carabinieri dei Nas affinché eseguano maggiori e migliori controlli per la tutela della salute dei cittadini. Chi pratica indebitamente prestazioni sanitarie è passibile di denuncia per abuso di professione.

Così "Il Gazzettino On Line – Quotidiano Del Nordest" dello scorso 15 maggio.
E' il risultato di un'attenzione che da sempre è stata rivolta al fenomeno da parte dell'Associazione, e di un'AZIONE che riparte, ancora più decisa che in passato.
Un'azione che riparte dall'INFORMAZIONE: solo un'Utenza ben a conoscenza di chi è il Fisioterapista potrà guardarsi dall'incappare in ciarlatani ed in possibili guai.

FISIOTERAPISTI: CHIAMA QUELLI VERI.

Riportiamo di seguito anche la NOTA DELL'ASSESSORATO ALLA SANITA' ED ALLE POLITICHE SOCIALI:

"Salvaguardare la professionalità e la sicurezza delle prestazioni riabilitative non significa solo rendere merito ai fisioterapisti, ma anche tutelare la salute pubblica e mantenere quella qualità dei servizi che contraddistingue il nostro sistema sanitario regionale e lo rende uno dei migliori in Italia.
L'impegno e la serietà con cui i fisioterapisti del Friuli Venezia Giulia svolgono la loro attività sono minati dal fenomeno dell'abusivismo, dal proliferare di "mestieri" che, soprattutto nelle realtà extraurbane del nostro territorio, hanno ancora molto credito tra la popolazione.
Si fanno chiamare massaggiatori, estetiste, chinesiologi, tiraossi o con altri nomi più fantasiosi e comunque ingannevoli per i cittadini visto che, per legge, non sono abilitati a praticare alcuna attività di tipo sanitario.
La Regione ha tutto l'interesse a debellare questa piaga che non rappresenta solo un danno per la categoria professionale ma per l'intera popolazione, un rischio per la salute che mette a repentaglio l'incolumità delle persone.
Pur non avendo competenza diretta nell'effettuare controlli, l'Ente regionale intende lavorare sul versante dell'informazione e della promozione di verifiche severe.
Nell'ambito dell'informazione la volontà – espressa anche durante l'incontro avuto con il presidente dell'Associazione Italiana Fisioterapisti del Friuli Venezia Giulia, Giorgio Sirotti – è quella di diffondere, attraverso le Aziende Sanitarie la lista delle strutture autorizzate a svolgere la professione in modo da arrivare direttamente nelle case delle persone.
Molta gente, purtroppo, non è a conoscenza dei requisiti richiesti per esercitare questa attività sanitaria e non si rende conto del pericolo che corre.
Gli unici a poter svolgere attività riabilitative sono i Fisioterapisti abilitati e coloro che hanno conseguito il titolo attraverso i Corsi di Laurea regolarmente attivati (in regione sono due: Udine e Trieste) oppure coloro che hanno un titolo ad esso equipollente, ottenuto attraverso i corsi regionali o comunque regolarmente autorizzati secondo la normativa precedente alle riforme del Servizio Sanitario Nazionale e dell'Università.
La sola eccezione è data dai Massofisioterapisti formatisi con regolari corsi prima del 1996 e in via di esaurimento, i quali possono fornire seppure in misura ridotta rispetto al Fisioterapista, prestazioni riabilitative.
Queste informazioni vanno divulgate in modo che i cittadini abbiano un primo strumento per difendersi dagli abusivi. Il possesso di questo sapere consente, poi, il potenziamento dei controlli.
La Regione vuole sollecitare gli organi competenti, ovvero i carabinieri dei Nas, ad aumentare la loro attività.
Questo nucleo investigativo, però, lavora molto sulla base delle segnalazioni, motivo per cui incrementando la consapevolezza della popolazione si può sperare in un aumento delle denunce del fenomeno.
La salute della popolazione passa anche attraverso una migliore informazione, ma questa non può essere fatta solo dall'Associazione dei Fisioterapisti, va sostenuta dalle istituzioni."
Valter Santarossa

Ass. regionale alla Sanità e alle Politiche Sociali