E' con gioia che ospitiamo su queste pagine un confronto scientifico che sicuramente giova a tutta la Professione.
L'articolo che segue giunge stimolato ed in risposta a quello del Collega Oscar Casonato, che produceva una revisione della letteratura scientifica riguardo le prove di efficacia dell'Osteopatia, in particolare.
I Colleghi Maria Antonietta Bonanno e A. J. de Koning citano anch'essi notevoli fonti bibliografiche, permettendo a tutti i Fisioterapisti di documentarsi come meglio credono, per ispirare il proprio agire professionale ai principi dell'Evidence-Based Physiotherapy.

A tutti noi utilizzare gli "strumenti" che i validissimi Colleghi hanno saputo fornirci ed alimentare il confronto.

Domenico D'Erasmo Uff. Centrale Segreteria

Fisioterapia e Terapia Manuale

In relazione all'articolo Osteopatia e Fisioterapia redatto dal collega Oscar Casonato e pubblicato il 22/1/2004 sul sito dell'AIFI, troviamo necessario fare alcune considerazioni e controbattere, quando necessario, a talune affermazioni presenti , per far questo abbiamo scelto di utilizzare gli stessi strumenti di cui ha fatto uso il collega Casonato, ovvero l'analisi di accreditate ricerche scientifiche, pubblicate spesso sulle stesse riviste internazionali da lui citate, arrivando però a conclusioni diverse dalle sue.

Questo vorrebbe essere il primo di una serie di articoli relativo le evidenze scientifiche alla base delle terapie manuali fasciali.

Non possiamo che essere d'accordo con il collega quando invita i fisioterapisti nell'avvicinarsi a pratiche non di uso comune a tener presente il codice deontologico quando afferma all'Art 18" l'esercizio professionale deve essere animato da rigore metodologico e rispondere alle continue acquisizioni scientifiche inerenti il campo di competenza ", prudentemente il collega Casonato invita ad utilizzare trattamenti basati su prove di efficacia, di cui per la verità quasi tutte le metodiche sono dotate.

Purtroppo non sempre, in campo scientifico,esiste una uniformità nei risultati degli studi sugli stessi argomenti, e per questo anche assunti alla base di pratiche ortopediche e riabilitative diffuse e consolidate possono essere scardinati come per esempio è avvenuto con l'articolo apparso sul The New England Journal of Medicine del 14 Luglio 1994 (1) dove Maureen Jensen ed altri autori con uno studio su 98 casi hanno messo in dubbio l'assunto ERNIA = DOLORE, cioè il fatto,che, in presenza di ernie protruse, si è soliti imputare automaticamente il dolore lombare e sciatico alla presenza delle ernie stesse,i suddetti autori giungono a conclusioni per cui "L'evidenziamento di protrusioni,in pazienti che presentano dolori lombari,frequentemente,può essere considerato solo una coincidenza."

Questo è solo un esempio di come si debba mantenere un atteggiamento critico non solo verso le tecniche più recentemente sviluppate ma anche verso ciò che quotidianamente applichiamo, senza negare i limiti, quando ce ne sono,degli strumenti che utilizziamo.

Purtroppo l'esistenza di limiti negli strumenti che i fisioterapisti hanno normalmente a loro disposizione è dimostrata dalla ricerca di innovativi e differenti approcci riabilitativi per trovare risposte terapeutiche più valide per i propri pazienti .

Dato che il collega Casonato indica come parte integrante della formazione specialistica del fisioterapista le tecniche di Terapia Manuale rivolte all'apparato muscoloscheletrico, ugualmente bisogna includere all' interno delle tecniche di pertinenza del fisioterapista le innovative tecniche di Terapia Manuale Fasciale; tali tecniche, in quanto terapie manuali, ed in quanto rivolte alla rieducazione della motricità e delle funzioni viscerali, fanno pienamente parte degli strumenti previsti dal profilo professionale del fisioterapista.

Le terapie manuali fasciali come la Terapia Cranio-Sacrale e la Manipolazione Viscerale sono tecniche innovative che hanno alla loro base le evidenze scientifiche fornite da studi anatomo-fisiologici compiuti sui tessuti connettivali e fasciali come per esempio quello pubblicatoin Phisical Therapy del dicembre 1992 in cui J. Threlked ha dimostrato la capacità delle terapie manuali di rimodellare il tessuto connettivo. (2)

E Johanson ed altri autori dimostrano la possibilità di modificazione del tono muscolare in seguito al trattamento di strutture connettivali legamentose (3)

Molti autori ancora sottolineano la plasticità del tessuto fasciale e le sue connessioni con il sistema nervoso autonomo ( 4 ,5 , 6, 7 )

Vorremmo ora fare una precisazione sul termine Terapia Osteopatica Cranio-Sacrale utilizzato dal collega Casonato nel suo articolo: tale Osteopatia non esiste, esistono 2 discipline diverse: l'Osteopatia Cranica sviluppata agli inizi del 900, e la Terapia Cranio-Sacrale nata alla fine degli anni 70 .

La Terapia Cranio-Sacrale è basata sul riequilibrio delle membrane fasciali intracraniche appartenenti al sistema meningeo che costituisce parte del Sistema Cranio-Sacrale, un sistema anatomo fisiologico la cui esistenza è stata dimostrata per la prima volta dagli studi compiuti presso la Michigan State University (8 -16) tra il 1972 ed il 1976 ed è stata poi confermata da ricerche compiute da altri studiosi in tutto il mondo.(17-66)

La Terapia Cranio-Sacrale è stata sviluppata proprio da parte di alcuni membri del gruppo di ricercatori (composto da Medici; Osteopati, Biofisici e Bioingegneri ) che per primo ha dimostrato scientificamente l'esistenza del Sistema Cranio Sacrale alla Michigan State University e come Terapia nasce quindi proprio in ambito accademico.

Attualmente la Terapia Cranio-Sacrale viene praticata in tutto il mondo ed ha avuto numerosissime prove di efficacia.

Le Terapie manuali fasciali riguardano non solo le strutture Miofasciali ed i tessuti che circondano il Sistema Nervoso Centrale ma anche la Fascia ed i legamenti viscerali ed è in questo ambito che trova la sua applicazione la Terapia di Manipolazione Fasciale Viscerale .

Esistono studi di Barral e Mercier in cui si dimostra l'effetto di tali trattamenti sui legamenti viscerali trattati

Infine Il terapista che volesse documentarsi in maniera più obiettiva sulle tecniche di terapia manuali presentate dal collega come le sole scientificamente rigorose e degne di far parte a pieno titolo della formazione specifica del fisioterapista, può leggere, oltre gli studi giustamente riportati dal collega, lo studio presentato da Cherkin, Richard, Deyo, Battiè Street apparso sul New England Journal of Medicine (67) in cui gli autori dimostrano in uno studio su 321 adulti seguiti per 2 anni ed affetti da dolore lombare,i quasi sovrapponibili risultati terapeutici ottenuti dal gruppo di pazienti trattati con il metodo Mc Kenzie, dai pazienti sottoposti a trattamenti chiropratici, e dal gruppo pazienti a cui era solo stato distribuito un opuscolo educativo sul dolore lombare.

Con questo articolo si desidera solo evidenziare il fatto che essendo attualmente presenti in letteratura numerose prove di efficacia relative le varie tecniche ed esistendo contemporaneamente studi che possono sostenerne l'inefficacia l'atteggiamento più professionale, a nostro avviso, è intavolare un serio, costruttivo, ed obbiettivo dibattito scientifico

Maria Antonietta Bonanno ed A.J.de Koning
Responsabili Centro Studi Upledger Italia

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