Federico Salvatori, visionario e nocchiero dell’AIFI

Federico Salvatori, nato ad Alessandria d’Egitto il 28 Novembre 1933, nel 1955 divenne fisioterapista e nel 1959 fu tra i fondatori nonché il primo vicepresidente nazionale dell’ Associazione Italiana Terapisti della Riabilitazione ( AITR ) che prese vita l’8 giugno 1959.

K. Gibran, interrogato sulla vita dell’uomo, rispose: è una poesia scritta sull’acqua, che passando, va.

Per fondare un’associazione di categoria, oltre ai passaggi tecnici, ci vuole una spiccata attitudine ad essere visionari, sognatori, indomiti navigatori verso ideali e valori, capaci di affrontare la tormenta ma soprattutto capaci di pianificare il viaggio durante la bonaccia. Uno spirito perennemente proteso all’azione. Federico è stato un degno interprete di questo profilo di nocchiero. Ha affiancato il primo presidente nazionale, il collega Sergio Papini che, come la “generazione di mezzo” si ricorderà bene, lasciò la vita terrena il 7 Giugno del 2009, alla vigilia dei 50 anni dell’Associazione, divenuta, nel frattempo, A.I.FI. Federico se né andato verso la fine dello scorso anno; in silenzio, con quello stile impeccabile e puntuale che lo rendeva facilmente distinto dagli altri, quasi unico. Per piccoli acciacchi di salute, nel Giugno del 2019, non riuscì a prender parte ai festeggiamenti dei 60 anni di AIFI. Tuttavia, alla vigilia dell’evento, mi raggiunse con una delle sue solite telefonate (ci sentivamo almeno cinque-sei volte l’anno), per rappresentarmi il suo dispiacere nel non riuscire ad esser presente e che si riprometteva di farmi pervenire molto presto una sua testimonianza, per celebrare una così longeva Associazione, esultando come un infante per la conquista dell’Ordine. Già l’ordine! Per tanti magari rappresenta una tassa in più; una scomoda procedura amministrativa che poi, in fondo in fondo, chissà a cosa serva davvero. Eppure, personaggi come Federico, nel fondare l’Associazione di categoria, lo immaginò già dal ‘59. Così come la Laurea!

Bisogna esser capaci di sentire l’ardore dell’entusiasmo, la voglia di iniziare un’opera che forse non riuscirai a veder compiuta ma che merita tutta la tua passione, il coraggio ed il tempo che dedicherai a quell’impresa. Bisogna amare così tanto ciò che rappresenta la “tua” professione che non puoi fare a meno di impegnarti per il suo sviluppo, la crescita culturale della categoria, la difesa della dignità professionale.

Federico ha amato la sua Professione e glielo si leggeva negli occhi e lo si capiva dal tono della sua voce: garbatamente appassionata e con una curiosità sempre vivace. Quando ero presidente nazionale, mi telefonava, più spesso del solito, per chiedermi come stessi vivendo determinati momenti. Non aveva problemi da risolvere o informazioni da recuperare. Mi sono accorto, purtroppo molto tempo dopo, che era silenziosamente sintonizzato sul mio ruolo e la delicata funzione che, a volte imprevedibilmente, la vita ti offre di svolgere.

Federico lascia, a noi ed alle nuove generazioni di Colleghi, non solo un brillante esempio di stile associativo ma anche la sua “tensione evolutiva”, la voglia incontenibile di andare oltre il presente, costruire una meta futura, pur se dovesse costare un viaggio particolarmente periglioso. I giovani Colleghi, anche se solo per un brevissimo istante, dovrebbero, almeno una volta, fermarsi a riflettere e a immaginare cosa rappresentino Laurea ed Ordine, due delle più importanti conquiste che l’Associazione di categoria ha raggiunto, in 61 anni di attività e grazie ai tanti Colleghi che si sono succeduti. Basterebbe solo un momento di riflessione….e potrebbe scoccare quella scintilla capace di far brillare ancora di più e meglio la stella della nostra Professione. In fondo, ogni traguardo altro non è che una nuova partenza!

AUGURI AIFI! BUON COMPLEANNO!

Antonio Bortone
(Past President A.I.FI.)