"Il Governo ha costituito un tavolo tecnico, da me coordinato, per individuare una soluzione ai problemi generati dall'assurda equipollenza del diploma di laurea in scienze motorie a quello in fisioterapia, prevista erroneamente dalla legge 27/2006". E' quanto ha reso noto l'altro ieri il sottosegretario al Miur, senatrice Maria Grazia Siliquini, confermando la sua convinzione che l'equipollenza è stata una risposta sbagliata a un problema reale e il suo coerente impegno ad azzerare la norma. Si tratta di un primo passo volto a risolvere la pericolosa confusione creata dalla legge. Ma al contrario di quanto è stato scritto, il problema dell'equipollenza non è affatto risolto. "Anzi. Dobbiamo chiedere con forza rassicurazioni a entrambi gli schieramenti politici perchè il prossimo governo si impegni ad abrogare l'articolo 1-septies" afferma il presidente dell'Aifi Vincenzo Manigrasso. "E il 21 marzo i fisioterapisti di tutta Italia saranno a Roma per la manifestazione nazionale che abbiamo organizzato per ribadire il nostro no all'equipollenza".
Per la senatrice occorre "rimettere ordine a una situazione generatasi con l'approvazione, da parte di un Parlamento disattento durante i convulsi lavori di fine Legislatura, di una proposta sbagliata, che è stata presentata su iniziativa di un singolo parlamentare, in controtendenza con l'azione del Governo. A questo tavolo, che dovrà convocare ed ascoltare tutte le associazioni interessate al problema, saranno presenti rappresentanti del Miur, della Salute, della Crui, del Cun e delle Conferenze dei presidi delle facoltà  di Medicina e di Scienze motorie".
"La nostra richiesta nei confronti del tavolo tecnico" conclude Manigrasso " è quella di non dare seguito all'equipollenza e di non consentire la trasformazione del profilo del laureato in scienze motorie in figura sanitaria".